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Lunedì, 24 Giugno 2024

VIDEO | Elezioni comunali, il candidato sindaco Carlo Costantini: "Bisogna accompagnare Pescara verso il progresso"

L'aspirante primo cittadino della coalizione del centrosinistra più Movimento Cinque Stelle, Radici in Comune, Faremo Grande Pescara e Carlo Costantini sindaco di Pescara, critica l'operato della Giunta Masci. "Nelle prime 24-48 ore riporterò il mercato sula strada parco".

Carlo Costantini, avvocato, 62 anni, ex deputato ed ex consigliere regionale per l’Italia dei Valori, già sindaco di San Giovanni Teatino (Chieti). Promotore del referendum per la nascita de La Nuova Pescara. Nel 2019 si candidò a sindaco di Pescara con un progetto civico e ottenne il 6,35% delle preferenze. Per le amministrative dell’8 e del 9 giugno, è sostenuto da cinque liste: le due civiche "Carlo Costantini Sindaco di Pescara" e "Per Te Faremo Grande Pescara", oltre a Pd, M5s e Alleanza Verdi Sinistra - Radici in Comune.

Carlo Costantini, ideatore del referendum de La Nuova Pescara. Perché ha deciso di candidarsi?

Nel 2019 mi sono candidato per tenere alta l’attenzione sul progetto de La Nuova Pescara. Ero sostenuto da liste civiche. Oggi il progetto è molto più concreto e con enormi prospettive di giungere a buon fine. Mi candido per la stessa ragione. Il 1 gennaio 2027 nascerà la nuova città, che sarà il risultato della fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. Questi tre anni rappresentano dunque uno snodo fondamentale. Il successo o l’insuccesso del progetto dipenderà moltissimo da ciò che accadrà in questi tre anni.

Di cosa ha bisogno Pescara?

Pescara ha bisogno di un’amministrazione non prepotente, che sappia ascoltare e costruire processi partecipativi con i cittadini.

Cosa dovrà fare il nuovo sindaco per consentire una fusione effettiva ed evitare una semplice annessione?

Fino ad oggi ho visto molta prepotenza, molta arroganza da parte dell’Amministrazione comunale di Pescara e poca considerazione rispetto alle aspettative legittime degli amministratori di Spoltore e Montesilvano. Tra tutti i casi posso citare quello del canile. Il comune di Pescara ha avuto la presunzione e l’arroganza di fare il nuovo canile sul territorio di Spoltore senza nemmeno informare telefonicamente il sindaco. Questi sono comportamenti inaccettabili, che purtroppo danno la percezione che quello di Pescara sia un tentativo di annessione. In realtà non dovrà essere un tentativo di annessione, ma la costruzione di una nuova grande città e sarà il risultato della fusione delle tre istituzioni comunali e di tre esperienze amministrative, perché non dobbiamo dimenticare che ci sono alcuni modelli di governo, di settori specifici delle competenze dei comuni, che a Spoltore e a Montesilvano funzionano molto meglio rispetto a Pescara. Avere la pretesa e l’arroganza di poter imporre il modello pescarese ha rappresentato finora un vulnus gravissimo. C’è bisogno di più umiltà. È fondamentale la costruzione di un tavolo gestito dai vertici dell’amministrazione comunale ed è necessario cominciare a lavorare seriamente al progetto di fusione. Io credo di avere le competenze, l’esperienza e quel pizzico di creatività che sta alla base di chi il progetto lo ha ideato, promosso con il referendum e sostenuto fino ad oggi.

Come è cambiata Pescara negli ultimi cinque anni?

Pescara è cambiata in peggio, non per il Covid, ma per la reazione pòst emergenza pandemica. Il Covid ha rappresentato una sciagura per le attività economiche e per le persone, ma ha generato anche i presupposti perché l’Europa potesse concederci i fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza).

Come dovevano essere gestiti, quindi, i fondi del Pnrr?

Con una visione strategica, dunque con la capacità di definire obiettivi di carattere generale. Al contrario, i fondi sono stati spacchettati in interventi in larga parte inutili. Interventi realizzati esclusivamente per spendere denaro pubblico. Non è obbligatorio spendere i fondi pubblici, se questi vengono spesi male. Bisogna anche saper resistere alla tentazione di spendere denaro pubblico nel momento in cui la somma che si ha a disposizione non viene spesa, ma sperperata. A Pescara è mancata quindi una gestione strategica. Il futuro della città non si gioca sulla mattonella di corso Umberto, ma si gioca fuori Pescara, in Abruzzo, in Italia e in Europa. La promozione turistica è rimasta quella di sempre, legata a iniziative inefficaci come quella dell’Urban box. Abbiamo un porto che stenta a completare il suo iter realizzativo e che ritarda i collegamenti con la Croazia. Abbiamo un aeroporto che perde continuamente passeggeri, un’autostrada che ci rende inaccessibili.

Se dovesse diventare sindaco qual è la prima azione che metterebbe in campo per dare un segnale di discontinuità rispetto all'attuale giunta?

La prima cosa che posso fare in 24-48 ore è riportare il mercato sulla strada parco, che rappresenta simbolicamente la volontà dei cittadini di riappropriarsi di uno spazio verde, un unicum diventato parte integrante della vita delle persone. Ho avuto modo di parlare con gli anziani, con i commercianti e con i residenti delle zone in cui da pochi mesi è stato spostato il mercato. Molti vogliono tornare sulla strada parco. Ripristinare il mercato sull'ex tracciato ferroviario significa anche abbandonare un progetto, che si è dimostrato fallimentare da tutti i punti di vista. Mi riferisco al filobus.

Se dovesse elencare i tre temi su cui c'è più urgenza di agire per migliorare la qualità della vita in città in ogni suo aspetto, quali sarebbero in cima alla lista?

Verde, in primis. Pescara ha bisogno di recuperare un rapporto concreto con il verde, perché il futuro del pianeta si gioca sulla possibilità di piantare alberi. Pescara è una città che ha una superficie territoriale piccola e una densità abitativa tra le più grandi d’Italia. Tutto questo ha comportato una cementificazione di tutta la città. Il secondo obiettivo strategico è quello di realizzare la metropolitana di superficie. Pescara è una città di 120mila abitanti, che viene però raggiunta da 300-400mila persone ogni giorno. La metropolitana di superficie rappresenta dunque la svolta, perché utilizza i binari della ferrovia già esistenti e prevede la realizzazione di tre o quattro stazioni intermedie con l’erogazione del servizio anche oltre la mezzanotte. Tutto questo produrrebbe un vantaggio enorme sui 640mila scambi giornalieri. L’80 per cento di tali scambi avviene con il mezzo privato. Serve dunque un’iniziativa in grado di incentivare realmente il passaggio dal mezzo privato al mezzo pubblico, superando i problemi legati al traffico e ai parcheggi, ma anche quello relativo all’inquinamento. Il terzo obiettivo riguarda l’apertura di Pescara verso il mondo. Questa città ha bisogno di un sindaco che la prenda per mano per accompagnarla verso il progresso.

Masci ha ammesso di aver commesso un errore su viale Marconi, ereditando il progetto della precedente amministrazione. Cosa ne pensa?

Se dice che è un errore, ma poi dà la colpa alla vecchia amministrazione, di fatto ribadisce di non ammettere l’errore. Masci, a parte i 2milioni di euro sprecati su viale Marconi, farebbe bene ad ammettere un primo errore fondamentale: il suo braccio destro era un tecnico che progettava le opere a Pescara, nonostante la sua dipendenza dalla cocaina. Non critico e non giudico i problemi personali, ma è inaccettabile, da parte di un sindaco, consegnare a questa persona le chiavi della città.

Nella sua coalizione ci sono molte anime. Se dovesse diventare sindaco come pensa di farle convivere?

Sinceramente non vedo anime diverse. Abbiamo un rapporto cementificato da cinque anni di opposizione, non abbiamo faticato nemmeno un minuto per scrivere un programma coeso. Sappiamo perfettamente qual è la direzione di marcia.

Che risultato si aspetta? Pensa di arrivare al ballottaggio?

Mi aspetto di vincere al primo turno e sono convinto che questo risultato sia alla nostra portata. Ci sono le incognite delle altre liste (le due di Pettinari e Stati uniti d’Europa di Fusilli) che rendono più complessa la possibilità di raggiungere il 50%, ma sto lavorando per cercare di vincere al primo turno.

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