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Venerdì, 14 Giugno 2024

VIDEO | Biodigestore di Città Sant'Angelo, il centrosinistra:"Poteva essere realizzato con fondi pubblici, una Caporetto degli svantaggi"

Due Comuni abruzzesi e la Eco.Lan si aggiudicano le risorse a fondo perduto dll bando pnrr (piano nazionale si ripresa e resilienza): "Non era vero come dicevano Masci e Perazzetti che quella del finanziamento privato Bei era l'unica strada percorribile e ora a pagarne le conseguenze saranno i cittadini perché i 15 milioni andranno comunque restituiti"

Smentiti i sindaci di Pescare e Città Sant'Angelo Carlo Masci e Matteo Perazzetti: il biodigestore poteva essere fatto con fondi pnrr (piano di ripresa e resilienza) portando vantaggi economici, evitando costi e non andando a pesare sulle tasche dei cittadini con in più il rischio, per i temi di realizzazione, di restare indietro rispetto agli altri che saranno realizzati in Abruzzo da chi le risorse pubbliche a fondo perduto le ha invece ottenute. Un quadro cui si aggiunge il rischio che quello “sovradimensionato” di Piano di Sacco diventi poco vantaggioso anche per il servizio che sarà chiamato a svolgere.

Questa in sintesi la Caporetto, come è stata definita, sostenuta e denunciata dai consiglieri comunali del Partito democratico Marco Presutti e Francesco Pagnanelli, dal consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli e, soprattutto, dalla consigliera comunale di Città Sant'Angelo Catia Ciavatella (Insieme per Città Sant'Angelo). A dimostrare che proprio l'opposizione aveva ragione sarebbe la graduatoria del bando del ministero della transizione ecologica che proprio per altri impianti simili ha visto assegnare al Comune di Teramo oltre 28 milioni di euro, a quello di Cupello con oltre 20 milioni di euro e alla Eco.Lan, l'azienda che per Chieti si occupa di rifiuti e che al bando si è presentata con una forma associativa tra i Comuni soci, oltre 14 milioni e mezzo di euro.

Dietro la scelta di optare per il finanziamento privato della Banca degli investimenti europei (Bei) fatta dal Comune di Pescara e quindi di Città Sant'Angelo dove il biodigestore sarà realizzato, ci sarebbe dunque una scelta politica, afferma a IlPescara Ciavattella, “forse dettata dalla vergogna e la cosa ci lascia l'amaro in bocca”. Vergogna per il fatto, sottolinea, che l'impianto sarà realizzato proprio a Piano di Sacco area per la quale “l'attuale amministrazione in passato si era eretta a paladina. Uscire con una convenzione sarebbe stato troppo forte. Si è quindi deciso di fare un passo indietro ma solo formalmente perché nelle segrete stanze del progetto si discuteva da tempo – incalza – e alla fine non si è finanziato con fondi pubblici. Oggi con il senno di poi resta una sconfitta importante per Città Sant'Angelo perché stiamo vedendo che si realizzerà ma non sarà gestito dal pubblico bensì dal privato che fa i suoi interessi e con la conseguente impossibilità di avere vantaggi maggiori localizzando tra l'altro il biodigestore proprio a Piano di Sacco dove abbiamo sempre sostenuto fosse sbagliato collocarla. Una vera Caporetto”, chiosa.

A smentire i due sindaci, rimarca Blasioli, proprio la graduatoria di quel bando ministeriale uscita il 2 dicembre che dimostrerebbe, come si evince dai finanziamenti ottenuti da Teramo e Cupello, che si poteva partecipare anche a titolo individuale all'avviso facendo realizzare l'impianto ad Ambiente, che il Comune di Pescara si sarebbe potuto accordare direttamente con quello di Città Sant'Angelo promuovendo una associazione tra enti o, ancora, che si sarebbe potuto optare come ha fatto Eco.Lan, di presentarsi con Ambiente attraverso una forma associativa tra i Comuni soci per ottenere il finanziamento pubblico. Cose che, precisano i consiglieri, proprio i due primi cittadini anche sulla stampa avevano detto “impossibili”.

Sarebbe quindi stata una scelta precisa quella di rinunciare al contributo a fondo perduto e optare per un prestito che dovrà essere restituito, precisano, con tassi di interesse e aggravio dei costi. Per Presutti un'operazione record in quanto a svantaggi che potrebbe anche non vedere mai sorgere il biodigestore di Piano di Sacco dato che altri tre ne saranno realizzati ponendo il dubbio se, a quel punto, sarebbe davvero vantaggioso averne uno così grande se non avesse i numeri per reggersi in piedi.

“Si è verificato quello che hanno sempre sostenuto i consiglieri comunali di opposizione di Pescara e Città Sant'Angelo – prosegue Blasioli -: si potevano usare i fondi del pnrr. Chi ha ottenuto i fondi pubblici non dovrà quindi restituirli a differenza dei cittadini di Pescara che dovranno ridare i 15 milioni alla Bei seppur a tasso agevolato. Una restituzione che sarà a carico delle famiglie pescaresi. Avevano ragione loro e avevano torto – ribadisce – i sindaci di Pescara e Città Sant'Angelo”. Tanti svantaggi cui si aggiunge, sottolineano i consiglieri di centrosinistra, il fatto che se è vero che l'impianto tornerà nella disponibilità pubblica questo avverrà tra 15 anni e cioè quando l'impianto, affermano, sarà quasi certamente ormai tecnologicamente obsoleto. Un'occasione persa per non affrontare il confronto aspro che sarebbe nato nelle commissioni e nel consiglio comunale di Città Sant'Angelo e quello che sarebbe scaturito con la popolazione secondo Ciavattella, alla luce del fatto che, ricorda, “un'interlocuzione per la convenzione pubblica ci sarebbe stata” senza però poi essere stipulata.

“L'amministrazione pescarese – conclude Pagnanelli non facendo mancare una steccata al sindaco Masci – attinge sulle consulenze, ma per un'operazione a beneficio della collettività ha preferito il finanziamento Bei al bando pubblico. Scelta che si abbatterà sulle tariffe di conferimento che o rimarranno uguali o aumenteranno senza portare alcun vantaggio pubblico. L'ennesimo atto di arroganza di questo sindaco che non ci stupisce”.

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