Domenica, 21 Luglio 2024

VIDEO | Ex Fea, Blasioli (Pd): "Sull'aderenza al bando del nuovo progetto Ex Fea la Regione tace e il degrado continua"

Diversi i quesiti posti per sapere se aver deciso la realizzazione di un Art Hotel al posto del museo sia coerente al bando di aggiudicazione, ma solo un "rimpallo" di responsabilità sulle risposte di merito denuncia il consigliere regionale che vuole sapere anche perché non c'è ancora un soggetto inquinatore e dal Comune Giampietro denuncia "la fretta" della prima giunta Masci

Un rimpallo di responsabilità sul chi deve darle le risposte chieste, ma sopratutto “non risposte” sull'ex Fea da parte della Regione per un progetto cambiato in extremis e su cui chiarezza si chiede non solo e soprattutto in merito al se il nuovo sia compatibile con quello oggetto di bando, ma anche perché in oltre due anni la polizia provinciale non abbia ancora individuato il soggetto inquinatore e di chi sia il parere con cui si sia concessa la proroga che afferma che se così non fosse stato si sarebbe potuti arrivare a “una impugnazione” con il “prevedibile esito sfavorevole per l'amministrazione regionale”.

Domande “inevase” (queste e altre) per quanto riguarda la vicenda che interessa la riqualificazione dell'ex Fea denuncia il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli (Pd) che ha presentato un'interpellanza in consiglio regionale (è la Regione la proprietaria dell'area) sul cambio di destinazione d'uso a fronte di un bando che prevedeva la realizzazione di un museo e che invece ora, con la delibera approvata il 24 aprile in consiglio comunale, nell'ultimo giorno utile e “di fretta” denuncia il capogruppo comunale del Pd Antonio Giampietro, prevede ora diventa un Art Museum facendo venire meno, sottolinea Blasioli, le tre prerogative con cui nasceva il progetto: l'accessibilità pubblica dell'area, un netto aumento delle volumetrie passate da 5mila 800 metri cubi a 8mila quattrocento (con deroghe su altezza e larghezza) e il mantenimento delle caratteristiche storiche degli edifici.

Un progetto quello del museo approvato nel 2016 e affidato nel 2018 con l'avvio degli studi sul terreno da parte della ditta che quel bando se lo è aggiudicato che ha speso 200mila euro per il barrieramento idraulico essendo emersa la presenza di cloruro di vinile, e una bonifica al palo perché il soggetto attuatore non è stato ancora individuato. Una situazione che ha pesante ricadute sui residenti visto lo stato di abbandono dei luoghi che da una pare ribadisce l'urgenza di bonificare e riqualificare, continua Blasioli, ma che, nella quale l'inquinamento e i 200mila euro spesi dalla ditta che alla Regione li ha chiesti ottenendo un “no” come risposta, prosegue il vicepresidente, non possono diventare “la scusa per realizzare altri rispetto a quello che era previsto nel bando”.

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Un rup (responsabile unico del procedimento), ha fatto sapere l'ente, è stato nominato per verificare soprattutto l'aderenza del nuovo progetto con quello oggetto di bando e rispose dunque più concrete se ne attendono, ma resta per Blasioli, il rimpallo di responsabilità dato che nella risposta alla sua interpellanza l'assessorato regionale alla Cultura alle domande più importanti e in particolare quella sulle ragioni che hanno portato alla proroga dei tempi di realizzazione, passa la palla a quello al Patrimonio. Al momento dunque l'area resta così com'è con solo quel barrieramento fatto e il rischio, incalza Giampietro, che l'aver agito così di fretta con quella delibera portata in consiglio comunale negando ogni approfondimento e il diritto alla pregiudiziale, torna a denunciare come fatto in aula ad aprile, mini il futuro di quella che “è una delle ultime aree pregiate del lungomare di Pescara. Non c'era fretta. Si poteva aspettare, come abbiamo chiesto, di rimandare tutto a luglio o settembre con il nuovo consiglio. Hanno messo la città con le spalle al muro – dice Giampietro – per cui o la si voleva mettere davanti al fatto compiuto o non sanno neanche loro cosa stessero facendo”.

“C'è stata un'interpellanza presentata in consiglio regionale e la risposta è del tutto insoddisfacente, anzi devo sottolineare un rimpallo nelle risposte di merito tra assessore alla Cultura e assessore al Patrimonio. Fatto sta che non abbiamo avuto risposte sulla conformità del progetto in deroga votato ad aprile dal Comune di Pescara che prevede la sostituzione del museo con un Art Hotel con deroghe su distanze e altezze – dichiara quindi Blasioli –. Lasciamo perdere che a poche centinaia di metri il Carlton è stato abbattuto per realizzare appartamenti di lusso e nell'ex Fea si fa un hotel al posto di un museo: vogliamo sapere se questo progetto è conforme al bando 2016”.

“Nessuna risposta poi – ribadisce – è arrivata sul soggetto inquinatore dopo il ritrovamento di cloruro di vinile nel 2021. Siamo al 2024 e la polizia provinciale non ha ancora dato una risposta”.

Come detto ora c'è un rup come nella risposta data al vicepresidente viene ribadito nel quesito in cui si chiese se la Regione intende approvare una nuova delibera di giunta per dire “sì” al nuovo progetto del concessionario, ma se risposte non dovessero arrivare si procederà per altre vie?

“No – risponde -. Io voglio rimandare nel campo della politica come è mio costume. Voglio aspettare che il rup che la Regione ha nominato verifichi se il connubio tra questo progetto e il bando del 2016 c'è altrimenti porteremo avanti la battaglia politica. C'è da dire – conclude – che dal 2018, quando c'è stata l'assegnazione per la riqualificazione, i residenti continuano a vedere inquinamento, degrado e un rifugio per tossicodipendenti. Non è una bella cartolina per Pescara”.

Alla conferenza stampa sull'ex Fea ha partecipato anche la neo consigliera comunale del Pd Michela Di Stefano. 

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