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Giovedì, 1 Dicembre 2022

VIDEO | M5e e Pd al alla protesta di via della Fornace Bizzarri: dal Movimento la proposta per avere sia l'asilo che il parco

Hanno voluto portare il loro sostegno ai cittadini i consiglieri comunali dei due partiti con Giampietro (Pd) che propone la riqualificazione di strutture già esistenti e la Alessandrini (M5s) che chiede al Comune di prendersi un'area distante pochi metri e già destinata all'istruzione e dunque ad ospitare la struttura

Anche i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle e il capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale insieme all'esponente regionale del partito Antonio Blasioli hanno partecipato alla manifestazione dei residenti di via delle Fornaci Bizzarri. Una loro scelta esserci per sostenere i cittadini che, nonostante non sembrano esserci grandi spiragli, continuano a chiedere all'amministrazione di rivedere la decisione di costruire al posto del parco del quartiere un asilo nido.

Proposte diverse quelle che arrivano dalla politica, ma che vanno proprio in questa direzione. La capogruppo del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini insieme ai consiglieri comunali pentastellati Paolo Sola e Massimo Di Renzo ha portato con sé delle carte per mostrare come si potrebbero avere nella zona sia il parco che l'asilo nido. Questo perché “a pochi passi – spiega – c'è un'area libera che il Comune stesso ha voluto destinare all'istruzione che in grado di ospitare come superficie i 600 metri quadri previsti dall'asilo nido che si vuole realizzare. Abbiamo visto la destinazione e abbiamo provato ad inserire nel lotto i 600 metri quadri dell'asilo e abbiamo visto che ci entra perfettamente. Chiediamo quindi al Comune di sostituire il terreno in modo da poter avere entrambe le cose: l'asilo nido che serve e il parco a disposizione della cittadinanza così come oggi è realizzato, attrezzato e utilizzato”.

Terreno che però al momento non è nella disponibilità, ma una soluzione si può trovare aggiunge Alessandrini: “è un'area che all'interno dell'accordo di programma Cocea realizzato nel 2001 era un'area di cessione del Comune e dunque che il privato gli deve dare e che il Comune ha destinato proprio all'istruzione. Serve un atto notarile per prenderne possesso. Si fa quindi un atto in cui c'è il frazionamento catastale che consente di averle e in questo modo possiamo semplicemente averla disponibile e poterla utilizzare”.

Sulla stessa scia anche il capogruppo comunale del Pd Piero Giampietro che ancora una volta definisce la scelta dell'amministrazione “mortificante” e che una soluzione possibile la vede nella scelta di utilizzare “i tanti luoghi degradati che ci sono in città e che sono in possesso del Comune, che possono essere riqualificati con scuole, asili e nuovi parchi. “Non è immaginabile – dichiara – che venga tolto uno spazio verde attrezzato per realizzare proprio qui un asilo. Con una programmazione più attenta e lungimirante si sarebbero individuate le aree giuste e meno impattati senza quindi consumare altro suolo e togliere spazi verdi e giochi ai bambini. E' imbarazzante che si chieda ai cittadini di scegliere tra un parco e un asilo. E' una visione miope della città che riguarda anche altre zone come via Santina Campana dove pure si vuole sostituire lo spazio degli orti urbani con un asilo nido. E' giusto che le persone prendano coscienza di una nuova corsa alla cementificazione per togliere spazi verdi alla città città e questo non lo possiamo accettare”, conclude.

Tornare indietro non si potrebbe secondo quanto detto dall'amministrazione, ma sia per il Movimento 5 stelle che per il Partito democratico si è ancora in tempo. Secondo quanto riferisce Blasioli infatti, la convenzione con il ministero consentirebbe di comunicare una diversa destinazione per cui dietro ci sarebbe la volontà di non farlo ovvero la volontà dell'amministrazione di “non trovare soluzioni, ma di andare a testa bassa nella direzione scelta senza ascoltare i cittadini”.

Anche per i pentastellati il tempo c'è “perché la fretta di ascrivere questo progetto già all'annualità 2022 – dichiarano Sola E Di Renzo - è dovuta al solo fatto di poter avere, così facendo, 150 mila euro in più da spendere anticipando l'intervento. Fondi aggiuntivi che il governo anticipa a chi accelera sulle progettualità del pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza, ma che nel caso specifico, di fatto, strozzerebbero ogni possibilità di dialogo con la cittadinanza insorta e di confronto su possibili terreni alternativi che non comportino la rinuncia ad un’area verde”.

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