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“Termalica, il sogno calcistico molisano” vince 'Racconti dall’Abruzzo e dal Molise 2020'

Il Molise sogna il grande calcio, ma solo per una notte. Il racconto del giornalista pescarese Alberto Fuschi che si è aggiudicato questo concorso è stato pubblicato nell’antologia della casa editrice di Historica Edizioni

È "Termalica, il sogno calcistico molisano" del giornalista pescarese Alberto Fuschi ad essere stato selezionato tra i vincitori del concorso letterario "Racconti dall’Abruzzo e dal Molise 2020" di Historica Edizioni e pubblicato nell'antologia della casa editrice. Una storia di fantasia ambientata a Termoli, sede speciale della squadra “Termalica” che tenterà in un mini torneo, simile alla recente Nations League, di approdare tra i professionisti secondo le nuove regole del calcio italiano. La squadra verrà trainata da campioni con origini molisane come Giuseppe Rossi e Mirko Antenucci, sotto la guida dell’ex ct Cesare Prandelli e del noto calciatore termolese Francesco Caruso.

Il libro "Racconti dall’Abruzzo e dal Molise 2020" è ordinabile online e in libreria e disponibile nelle principali fiere del libro a cui partecipa la casa editrice. "Termalica, il sogno calcistico molisano": un gigantesco veliero sta attraversando le acque dell’Adriatico. Sta rientrando nel porto di Termoli dopo un lunga nottata di pesca. Le vele hanno un mix di tonalità incantevoli che variano dal blu all’arancione e si confondono con il colore del mare. L’estate è ormai agli sgoccioli, i turisti abbandonano a malincuore le casette arcobaleno che sorgono sul belvedere della città molisana. Dalle finestre delle antiche abitazioni soffiano le voci dei telecronisti che raccontano le prime sensazioni a caldo del campionato che verrà.

Dopo la pandemia mondiale, lo sport è cambiato radicalmente. Finalmente la gente è tornata ad abbracciarsi e non teme più il calore umano. Ora, il mondo si trova ad affrontare una nuova normalità. Il calcio italiano sta ancora pagando gli effetti disastrosi delle innumerevoli interruzioni causate dal virus. Società fallite, punteggi ricalcolati, titoli in attesa di assegnazione. I piani alti intraprendono una drastica soluzione: ogni regione italiana avrà il diritto a una chance per entrare nella categoria dei professionisti. Il Molise ha l’occasione della vita. Ma è disponibile una sola poltrona. I principali comuni del territorio avanzano la candidatura. Campobasso e Isernia sono in pole, ma le province non sono da meno e scalpitano per un posto d’onore. Ironia della sorte, il presidente del Molise era lì, insieme a centinaia di persone, a osservare il suggestivo veliero.

E così che, in una manciata di secondi, ha un'intuizione geniale. Il Molise presenta ufficialmente Termoli come città simbolo del sogno calcistico molisano. La squadra verrà battezzata Termalica per un semplice motivo: l’Alica è una delle navi italiane più importanti dell’antichità. Da questa curiosa fusione nasce lo pseudonimo di Termalica. Non basta essere tra le 20 Regioni d’Italia. In realtà, il nuovo decreto del campionato italiano prevede una formula simile a quella della Nations League. Le regioni più piccole, ovviamente, partono con un leggero svantaggio. Il Molise è inserito nel girone di Basilicata, Valle D’Aosta e Trentino Alto Adige, ovvero delle rappresentanze che non hanno mai avuto una società in massima serie.

Chi arriverà in testa avrà l’onore e il privilegio di partecipare allo spareggio finale per conquistare l’ultimissimo posto nei professionisti. Per una grande impresa, servono grandi uomini. Alcuni atleti originari del Molise decidono quasi inconsciamente di buttarsi nella storica sfida. Il bomber Mirko Antenucci, nativo di Termoli, indosserà la fascia di capitano. Dall’Abruzzo e dal Molise, Giuseppe Rossi sbarca nella costa termolese. Sua madre è originaria di Acquaviva d’Isernia, mentre suo padre è di Fraine, località abruzzese in provincia di Chieti. Dalla vicina Puglia, che ogni anno sceglie come luogo di vacanza proprio Termoli, Antonio Cassano si butta nell’ennesima stravagante avventura. L’esperto ex portiere del Bari, Jean Francois Gillet, difenderà i pali blu-arancioni.

Nella rosa definitiva si aggiungono una ventina di calciatori prelevati dalle squadre locali come Il Campobasso, l'Isernia, l’Agnonese e la stessa società dilettantistica di Termoli. A guidare il gruppo c’è l’ex calciatore Francesco “Ciccio” Caruso, uno dei personaggi più amati della città. Affianco a lui si aggiunge una mente esperta, l’ex ct Cesare Prandelli che ha un conto in sospeso con Cassano e soprattutto con Giuseppe Rossi, escluso dalla sua lista convocati del Mondiale 2014. La prima partita del girone, peraltro in trasferta, è in programma a Matera. Vedere Giuseppe Rossi, Cassano e Prandelli di nuovo insieme fa davvero uno strano effetto. Il tempo cura le ferite e oggi i tre litiganti si trovano a Termoli a cercare reciprocamente il perdono, tentando un miracolo sportivo che ha un coefficiente di difficoltà di gran lunga superiore alla Coppa del Mondo.

La formazione iniziale del Termalica vede Cassano alle spalle delle due punte Antenucci e Rossi. Il risultato finale è scontato. Un secco 3-0 realizzato dai 3 tenori dell’attacco termolese. Dal caldo sud della Basilicata al gelido nord dell’Alto Adige. Il Termalica affronta il Sudtirol, reduce dal successo con l’Aosta calcio e strafavorito per il primato del girone. È già testa a testa nella seconda uscita, ma il pareggio accontenta le due squadre. Nella terza e ultima partita dell’andata, arriva finalmente l’esordio allo Stadio Cannarsa di Termoli. Il timido Aosta, sotterrato dai colpi del Matera e del Sudtirol, ha davvero poche speranze con la squadra del duo Caruso-Prandelli. Il Termalica è secondo con 7 punti alle spalle dell’Alto Adige a 9 punti. Con questo esito, il Molise dovrà salutare il sogno del grande calcio.

Ma mancano ancora le 3 partite di ritorno per sancire la regione finalista. È giunta l’ora dello scontro decisivo. A Termoli c’è aria di sold out. La tenacia del pubblico di casa non frena la morsa della fazione altoatesina, fredda e cinica sotto tutti i punti di vista. A fine primo tempo, il parziale è di 0-1. Un pareggio potrebbe non bastare. Cassano, Rossi e Prandelli si guardano negli occhi. Il sogno di una civiltà vale di più delle loro incomprensioni passate. La brezza marina ispira l’estro dei fantasisti. Cassano, poi Pepito Rossi e infine il capitano Antenucci. Il tabellone del Cannarsa segna il risultato finale di 3-1.

Nel match conclusivo, l’Aosta inchiodato a 0 punti, è palesemente scoraggiato e non ha intenzione di ostacolare i sogni di gloria dei molisani. Poker a Courmayeur, è festa arancione-blu per la finalissima. Passano diverse settimane dall’ultimo incontro e Termoli, come tutto il Molise, è avvolta da una strana sensazione. Un improvviso cambiamento può stravolgere la natura di una terra taciturna e ricca dei suoi tesori incontaminati? Ecco, non tutti tiferanno per la vittoria, almeno questa volta. L’avversario designato è il Bari e per Cassano non può essere una partita qualunque, al pari di Gillet che ha trascorso gli anni più belli in maglia biancorossa. Andata al San Nicola, ultimo atto in Molise. Dopo il fallimento, la società barese ha scalato repentinamente le vette del calcio dilettantistico fino ad arrivare, appunto, all’ultimo step che lo separa dall’ambito ritorno tra i professionisti.

Il Termalica è nella stessa barca, o per essere più precisi in quel veliero, dove è cominciato il sogno calcistico molisano. L’imponente San Nicola, teatro di sfide del grande calcio, ospita la squadra termolese. Sono passati quasi 20 anni da quella prodezza contro l’Inter che consacrò il suo immenso talento, poi disperso nel tempo. Cassano si ritrova in quel fazzoletto di campo e dalla medesima posizione costruisce l’assist vincente per Pepito Rossi. Il Termalica protegge il prezioso vantaggio esterno fino all’ultimo quarto d’ora del secondo tempo, collezionando azioni su azioni e un gioco brillante grazie ai suoi uomini migliori. Il Bari, però, risveglia il suo spirito e colpisce la truppa molisana a 10 minuti dal termine, prima su un corner e poi su un calcio di rigore assai dubbio. Il punteggio finale dell’andata è Bari 2 Termalica 1. Un gol, un maledetto gol, porterebbe il Molise del calcio alla gloria. In un pomeriggio di inizio settembre, scocca l’ora decisiva per scrivere la storia, è un treno che non passerà più.

Il Castello Svevo si tinge di arancione e blu e sembra guardare dalla cima della torre le gesta eroiche degli 11 calciatori schierati in campo. Le spiagge termolesi sono vuote, tutta la popolazione si riversa allo stadio Cannarsa. Prandelli e Caruso studiano accuratamente i movimenti degli avversari. Le contendenti non si risparmiano, i baresi partono meglio. Il primo tempo si conclude sullo 0-0. Nel doppio confronto è avanti il Bari. Gli ospiti, però, concedono troppo spazio a Fantantonio che in un lampo offre ad Antenucci la chiave della partita. Il portiere respinge, ma Pepito Rossi spunta come un falco a centro area e con la punta dello scarpino sinistro la mette dentro. A venti minuti dal termine, il Termalica è con un piede e mezzo nel calcio che conta. Il Bari è alle corde, non reagisce più. Persino gli elementi più deboli della formazione termolese sono potenziati dall’inventiva di Cassano.

Ma quando i campioni in divisa arancione e blu mollano per un attimo il ritmo della partita, tutto il resto sembra crollare. I baresi recuperano il possesso di palla e in un paio di occasioni mettono in pratica quella più significativa. Un cross imperfetto coglie impreparata la retroguardia dei dilettanti. A pochi passi, il centravanti pugliese mira l’angolino basso difeso da Gillet. Il tempo sta per scadere, 1-1 vuol dire, senza troppi giri di parole, vittoria del Bari. Ma nei 3 minuti di recupero, l’andamento si capovolge di nuovo. Antenucci cade in area, il contatto è minimo. Calcio di rigore, convalidato pure dal Var.

Sul dischetto va il rigorista più esperto, Antonio Cassano, che deve vedersela con il suo passato. I primi calci a un pallone di carta negli scorci di Bari vecchia, il gol all’Inter, la chiamata alla Roma, la sventura al Real Madrid, la delusione in Nazionale, lo scudetto al Milan, il passaggio all’ Inter, il ritiro, il ritorno, il ritiro definitivo e poi la folla incredula che lo incita al Cannarsa. Scorre più o meno questo nella mente di Cassano in una frazione di 30 secondi. Rincorsa lenta, un’occhiata al portiere, la palla decolla sopra la traversa, quasi come se volesse regalare la qualificazione al suo Bari. Nulla di intenzionale, il destino ha fatto la sua parte.

La storia del Termalica inizia e finisce in una calda stagione estiva. Forse è meglio che sia andata così. I ricordi di certo non mancheranno e non saranno tristi e bui, anzi. La fame del successo può rovinare tutta la bellezza che già c’è, ma che troppo spesso è dimenticata. Il Molise resterà forte e fiero come quel veliero arancione e blu che non ha mai smesso di navigare nelle infinite acque dell’Adriatico.

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