Giovedì, 29 Luglio 2021
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I Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009, dieci anni dopo

Lo stadio Adriatico, appena rinnovato, il 26 giugno accolse in tribuna d'onore ben 7 capi di Stato. Un grande evento che ha cambiato il volto della nostra città, lasciando in eredità un patrimonio di impianti e strutture sportive

Nel 2009 la città di Pescara ha ospitato la XVI edizione dei "Giochi del Mediterraneo", la manifestazione sportiva multidisciplinare più famosa al mondo dopo le Olimpiadi. Un evento colossale e senza precedenti che ha messo a dura prova le capacità organizzative e la ricettività del capoluogo adriatico. A dieci anni di distanza la manifestazione ha lasciato un'impronta ben marcata nel tessuto cittadino.

La costruzione di nuovi impianti sportivi, la messa a punto di infrastrutture e servizi, il villaggio olimpico e la consapevolezza di poter competere con le grandi metropoli continentali, sapendo gestire flussi di persone provenienti da diverse Paesi del bacino mediterraneo e ospitati secondo i migliori canoni dell'accoglienza e dell'offerta turistica. Segni tangibili riemersi tre anni più tardi, quando Pescara ottenne il conferimento nel 2012 di città europea dello sport, a dare continuità ad un lavoro meritorio di marketing territoriale.

IL VIDEO DELLO SPOT UFFICIALE DI PESCARA 2009

Un valido componente di quel Comitato Organizzatore è stato Antonio Martorella, direttore dell'area pr e intermediario nei rapporti con gli enti e le istituzioni. Tra i suoi ricordi più belli, senza dubbio la cerimonia inaugurale del 26 giugno 2009, ricca di importanti significati. Lo stadio Adriatico, appena rinnovato, accolse in tribuna d'onore ben 7 capi di Stato, ricevuti dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Nel parterre di autorità politiche, civili, militari e sportive, figurava anche il Presidente del Comitato Olimpico Internazionale Jacques Rogge, al quale spettò il compito di premiare simbolicamente la squadra di rugby aquilana, in rappresentanza della popolazione colpita dal terremoto del 6 aprile.

"Fu quello il momento più emozionante per me - racconta Martorella - perché venivamo da mesi difficili che hanno condizionato inevitabilmente tutto il progetto finale. L'emergenza post sisma, oltre ad avere la priorità assoluta, mise in pericolo lo svolgimento dei Giochi che rischiarono seriamente di essere dirottati altrove. La figura del commissario straordinario Mario Pescante si rivelò determinante a garantire la buona riuscita della kermesse, ma non va dimenticato affatto il promotore di questa idea sensazionale che resta Sabatino Aracu, capace di portare al successo una candidatura che alla vigilia non veniva data per favorita. Ci tengo a sottolineare che questa imponente macchina organizzativa, messa in moto grazie ai 30 milioni di euro stanziati dal Governo e dal Coni, non è mai finita sotto inchiesta giudiziaria e tutti gli investimenti sono stati chiari e trasparenti. Niente scandali e nessuna intrusione dall'esterno che potesse deviare altrove gli interessi economici e le ricadute finanziarie".

Tornando alla cerimonia d'apertura, curata dal regista Mario Balich con la direzione artistica di Lida Castelli, emerse la grande voglia degli abruzzesi di ripartire dopo il trauma e la grande operosità di una regione colpita nel suo cuore pulsante. L'acqua pura e cristallina che sgorga dalla fontana delle 99 cannelle dell'Aquila ha rappresentato l'elemento simbolo di questa edizione.

MOSTRE ED EVENTI PER I GIOCHI DEL MEDITERRANEO

Anche le 23 nazioni partecipanti hanno portato un'anfora con l'acqua di mare che bagna le proprie coste, da riversare in un unico grande contenitore a simboleggiare l'unione dei popoli del Mediterraneo.

"La presenza della delegazione siriana, con i suoi 61 atleti, fu un grande messaggio di pace e fratellanza. Ricordo ancora la gioia del sindaco Luigi Albore Mascia quando, nel giorno dell'investitura ufficiale di Pescara quale sede dei Giochi, sventolò la bandiera della città".

L'imponente campagna pubblicitaria rappresentò un prezioso veicolo promozionale e l'immagine della mascotte "Auà" risultò vincente. L'orso marsicano con il costume da spiaggia, le pinne e la maschera da sub rappresentava perfettamente il connubio tra mare e monti, rafforzando in maniera identitaria la variegata bellezza abruzzese.

In conclusione, Martorella usa un neologismo da lui stesso coniato per spiegare la vera finalità di Pescara 2009:

"L'evento servì a sportivizzare la città che da quel momento iniziò a puntare sulle grandi manifestazioni sportive per rilanciarsi. Prendo ad esempio Ironman, i Giochi estivi e le tante gare agonistiche internazionali delle più svariate discipline".

Spenti i riflettori, vanno rimarcate alcune considerazioni negative. Su tutte la cancellazione del dominio Internet relativo al sito ufficiale.

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