Venerdì, 6 Agosto 2021
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Simone Testasecca, da Montesilvano a Tokyo passando per il Kuwait

Il 30enne tecnico di nuoto, parteciperà ai Giochi olimpici con i colori del Kuwait. Dopo aver lasciato Pescara, la sua carriera lo ha portato a girare molto, fino a stabilirsi nel paese mediorientale. "Un giorno tornerò senz'altro a casa, ho tanta nostalgia. Ma adesso voglio vivere il mio sogno e spero di raccogliere ulteriori soddisfazioni"

Simone Testasecca in mezzo ai suoi due atleti

La pattuglia di atleti e tecnici abruzzesi (di nascita e acquisiti) che sarà presente ai Giochi olimpici di Tokyo a difendere i colori dell'Italia, è davvero nutrita. Per essere una regione così piccola, c'è di che essere soddisfatti.

Ma attenzione, non bisogna dimenticare chi, abruzzese, difenderà i colori di un'altra nazione: il Kuwait.

Conosciamo allora Simone Testasecca, 30enne di Montesilvano.
O meglio, è stato a Montesilvano fino al 2017, poi ha iniziato a girare il mondo.

Lo ha fatto grazie alla sua voglia ostinata di arrivare a ottenere qualcosa di importante, quel qualcosa che purtroppo in Italia è difficile ottenere.

Specie se l'ambito in cui lavori è il nuoto e se sei istruttore nel complesso sportivo delle Naiadi, le cui vicende sono purtroppo note a tanti. Quindi, a malincuore, prima via dall'Italia per andare a Modena, successivamente Florida e adesso (dal 2019) l'approdo in Kuwait. Nemmeno la pandemia lo ha bloccato, forse gli ha reso il cammino più difficile, ma il sogno olimpico è andato avanti fino a materializzarsi.

«Sono in Kuwait da ottobre 2019, da quando alleno la squadra assoluta di nuoto», ci dice Simone Testasecca poco prima di salire sull'aereo che lo porta in Giappone. «Ai Giochi olimpici di Tokyo andiamo io come tecnico; Lara Dasthi, qualificata con invito sui 50 stile libero; e Abbas Qali, che ha ottenuto il minimo nei 100 farfalla con il tempo di 53.28 (tempo limite tabella B 53.52). Sono andato via da Pescara a settembre 2017, dove ho allenato per 4 anni la squadra assoluta, prima Sport academy e poi Hurricane. Volevo crescere e trovare nuovi stimoli. Ho iniziato a viaggiare, a entrare in contatto con tecnici di nuoto di valore internazionale  e da lì non mi sono più fermato. Nella stagione 2017/2018 ho allenato la Sea Sub di Modena e in quella successiva sono stato in Florida, dove ho svolto uno stage con la squadra Azura Florida aquatics».

Il Kuwait: «Paese completamente diverso dall'Italia, ma qui ho trovato accoglienza e fiducia. Ho potuto lavorare al meglio, soprattutto ho potuto costruire qualcosa di bello, lavorando in strutture eccezionali per lo sport. Poter andare a Tokyo è un sogno che si realizza, ora speriamo di toglierci qualche soddisfazione anche se il livello degli avversari è altissimo». Ci sono altri convocati con cui hai incrociato le tue esperienze a Pescara: «Gli amici degli sport natatori. Sarà bellissimo poterli incontrare di nuovo. In particolare i triathleti, Verena Steinhauser e il suo allenatore Simone Mantolini. Ma anche i pallanuotisti, Francesco Di Fulvio e il viceallenatore della nazionale Amedeo Pomilio».

Dove ti immagini in futuro? «Sogno di poter tornare a Pescara alle Naiadi, dove sono cresciuto sia come nuotatore che poi come allenatore. Ma diamo tempo al tempo, adesso Tokyo e poi si vedrà». L'inizio dei Giochi olimpici è previsto per il 23 luglio.

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