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Martedì, 17 Maggio 2022
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Notte Mondiale, dodici anni dopo: quando "Pescara" alzò la Coppa conquistata a Berlino

Protagonisti di quella indimenticabile vittoria due giocatori pescaresi, Fabio Grosso che segnò anche il rigore decisivo e Massimo Oddo

Il mondiale di Russia si avvia alla conclusione. Gli sportivi italiani lo hanno vissuto con un certo distacco, tra rabbia, rimpianti ed un pizzico di nostalgia. Sembra ieri, invece sono passati 12 anni dal trionfo degli azzurri in terra tedesca. Ricordi indimenticabili che riportano alla mente le emozioni ed il coinvolgimento dei pescaresi, rappresentati in campo da due campioni nostrani, cresciuti sul terreno argilloso dell'Antistadio e forgiati da Cetteo Di Mascio, il mister che qualche anno dopo lanciò un certo Verratti nell'emisfero calcistico riservato ai fuoriclasse. 9 luglio 2006.

Il cielo divenne biancazzurro sopra Berlino. Il colpo di grazia alla Francia dell'ariete Zidane lo mise a segno "lu fije di Tonino", che risultò determinante per la conquista della quarta Coppa del Mondo. Prima procurandosi il rigore all'ultimo assalto contro l'Australia, che consentì agli uomini di Lippi di passare il turno, e poi con quel sinistro a giro al minuto 119 nella semifinale contro i padroni di casa della Germania. Fabio Grosso da Pescara, l'eroe indiscusso di quella storica impresa.

Senza dimenticarci di Massimo Oddo, in campo anche lui contro l'Ucraina. Uomo spogliatoio, soprannominato "il barbiere", punto di riferimento per molti compagni di squadra. Un anno magico per lui, culminato pochi mesi dopo con la conquista della Champions League in maglia rossomera. La città di Pescara omaggiò i suoi mitici rappresentanti con una serata a Piazza Salotto, in una magica notte di agosto. Bandiere tricolore che sventolavano vicine a quelle biancazzurre. Grosso, Oddo, ma anche Jarno Trulli, Vitantonio Liuzzi, Danilo Di Luca e Fabrizia D'Ottavio.

Sul palco, con i nostri campioni dello sport, anche tanti, troppi politici che con la loro ingombrante presenza hanno oscurato un evento unico e irripetibile. La piccola coppa in oro massiccio venne sollevata al cielo da mani ingloriose di intrusi senza merito, per poi essere riconsegnata a coloro che l'avevano meritatamente conquistata. Il cielo di Pescara come quello di Berlino, illuminato da due stelle che brilleranno in eterno.

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