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Sansovini: "Il Pescara mi manca ma sono stato io a voler andare via"

L'ex capitano biancazzurro svela, in un'intervista al Corriere dello Sport, alcuni retroscena sul suo clamoroso addio della scorsa estate. Domani "il Sindaco" tornerà in Abruzzo con lo Spezia per affrontare, a Lanciano, la Virtus di Gautieri

Atterrerà domani all'aeroporto di Pescara, per poi imbarcarsi subito su un pullman con destinazione Lanciano. Il ritorno di Marco Sansovini nel capoluogo adriatico sarà piuttosto fugace, dopo l'addio tanto sofferto quanto commovente di questa estate, ma non per questo meno intenso. Perchè al "Sindaco" questa città è rimasta nel cuore, e non poteva essere altrimenti dopo 4 stagioni vissute sempre da leader. Ora Sansovini milita (e segna) nello Spezia, facendosi rimpiangere ancora di più dai suoi ex tifosi. Eppure è stato lui stesso a voler lasciare il Delfino, convinto che in Serie A non avrebbe trovato posto: «Non posso dire che il Pescara non abbia creduto in me - ha detto al Corriere dello Sport - In verità sono stato io ad avere il sentore che in attacco avrebbe preso gente di categoria, e non me la sentivo di vivere una stagione nell'ombra».

La città gli manca ancora: «Dopo quattro anni il distacco non è stato facile, mia moglie Greta si era ambientata e mia figlia Annalisa, che adesso ha tre anni e mezzo, in pratica è vissuta sempre lì». E la partita di Lanciano, al Guido Biondi, come sarà? «Loro non hanno ancora mai vinto in casa, quindi possiamo immaginare cosa ci aspetterà. Per me quello stadio è storicamente ostico, ci ho giocato tante volte e non ho mai fatto grandi cose. Però i tabù esistono per essere sfatati».

Sansovini si riferisce non solo al doppio derby giocato in Prima Divisione contro il Lanciano, ma anche ad alcune gare che il Pescara andò a disputare in terra frentana durante la stagione 2008-2009 a causa della temporanea indisponibilità dell'Adriatico, oggetto all'epoca di alcuni lavori di ristrutturazione per gli imminenti Giochi del Mediterraneo.

L'attaccante, che dice di non seguire molto il Pescara, adesso, perchè la domenica preferisce riposarsi e stare con la famiglia, continua però a mantenersi in contatto con i suoi ex compagni, e non nega che gli sarebbe piaciuto quantomeno esordire in Serie A. Magari contro la Roma e la Lazio, lui che è pescarese di adozione ma romano di nascita. E a proposito del suo ex allenatore Zeman, afferma che gli insegnamenti del boemo, «sebbene ricevuti a 31 anni, mi sono di grande aiuto. Me li sono portati dietro. Con lo Spezia siamo due punte centrali più il trequartista, ma quando mi capita di partire esterno so come muovermi».

Come vede quest'anno la Serie B? «C'è meno qualità: manca il Pescara. Anche se quello che abbiamo fatto noi è difficilmente ripetibile. Comunque il Sassuolo è veramente forte». Ma il torneo cadetto si è impoverito rispetto al passato? «Sì, non è bello dirlo ma è così».

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