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Francesco Di Fulvio e il suo ennesimo capolavoro: "Ora testa ai Giochi Olimpici"

Riuscire a vincere la Coppa dei Campioni della pallanuoto pochi giorni dopo aver visto sfumare il sogno-scudetto. "Siamo stati capaci di ricaricare le energie e abbiamo sfoderato un gioco quasi perfetto". Per il leggendario pallanuotista pescarese, solo pochi giorni di riposo, dopodiché comincerà la preparazione azzurra che porterà a Tokyo

Definirlo orgoglio pescarese e d'Abruzzo in effetti è un po' poco, perché da anni è ormai uno dei leader mondiali di uno sport glorioso come la pallanuoto.
Francesco Di Fulvio ha aggiunto un'altra perla alla già lunga lista di successi internazionali collezionati ormai da un decennio: ha vinto la Coppa dei Campioni con la calottina della Pro Recco, la seconda dopo quella del 2015.

Ma attenzione, Di Fulvio ha vinto in carriera anche cinque scudetti sempre con il club ligure, mentre in Nazionale ha conquistato un bronzo olimpico a Rio 2016, un oro mondiale a Gwangiu 2019, un bronzo europeo a Budapest 2014.

E un paio di anni fa è stato eletto miglior pallanuotista del mondo da una giuria di addetti ai lavori. Lo hanno ribattezzato "Freccia Azzurra", perché quando parte in velocità non lo ferma nessuno e riesce a unire appunto questa dote a quella della enorme massa fisica. Eppure qui a Pescara tutti lo ricordano come il ragazzino dall'occhio furbetto che amava stare in acqua, alle Naiadi, ore e ore, fino alla chiusura. Non voleva mai uscire, era amato da tutti ed era una sorta di mascotte per il suo sapersi comportare anche da bambino vispo. Era amato ed è amato da tutti perché anche dal tetto del mondo, l'umiltà è un valore che non ha mai perso. La Champions League della pallanuoto l'ha vinta a Belgrado battendo in finale gli ungheresi del Ferencvaros ma attenzione, non è un particolare secondario, l'ha vinta qualche giorno dopo essere stato sconfitto nella finale scudetto dal Brescia.

Vincere alla grande dopo una forte delusione, è roba per pochi eletti.
«Abbiamo fatto qualcosa di unico, sapete perché? Avevamo il morale bassissimo, dopo aver visto sfumare lo scudetto contro il Brescia. Siamo stati bravi a ritrovare la forza in pochi giorni, sia singolarmente sia come squadra, tanto da riuscire a esprimere in Coppa un gioco di altissimo livello. Crescendo partita di partita in partita, ma dai quarti di finale in su non ce n'era per nessuno. Non voglio dire che siamo stati perfetti, ma quasi perfetti come poche altre volte».

Un grazie a...
«Sono molto contento per questa bella pagina di sport che è stata scritta, i ringraziamenti sarebbero per tante persone. Ma dovendo fare una sintesi, non posso non pensare al mister (della Pro Recco, Gabriel Hernandez, tra l'altro ex eccellente pallanuotista che ha militato anche nel Pescara dei tempi belli, ndc.) perché mi ha fatto giocare con un minutaggio altissimo, a testimonianza di fiducia incondizionata nei miei confronti. Ovviamente non avrei potuto ottenere nulla, se non avessi avuto al mio fianco compagni di squadra di valore mondiale e la società».

Tutto questo è la Pro Recco, il team che ormai da molti anni sta letteralmente dominando la scena della pallanuoto e che ha appunto in Di Fulvio la punta di diamante. Riguardo invece a Hernandez, all'indomani della conquista della Champions ha annunciato la separazione dai liguri, perché sente il bisogno di fermarsi un attimo. Non si smetterà mai di ricordare che i Di Fulvio sono una famiglia di sportivi da sempre, con mamma Monica ex nuotatrice e Franco Di Fulvio ex giocatore che ha conquistato il triplete con il Pescara nel 1987, e che i fratelli di Francesco sono Andrea e Carlo, anche loro pallanuotisti al top. Pochissimi giorni di riposo per "Freccia Azzurra" e di nuovo in vasca, dal momento che il 2021 ha in calendario un evento irrinunciabile: i Giochi Olimpici di Tokyo. Di Fulvio sa bene che l'obiettivo della nazionale italiana è di centrare una medaglia, d'altro canto il commissario tecnico Sandro Campagna ha più volte fatto capire che si aspetta tanto da tutti, in particolare dal pescarese. Che negli anni ha dimostrato di essere non solo un ex bambino dagli occhi furbi, ma oggi è anche leader in vasca e nello spogliatoio. Francesco, su Tokyo che diciamo? «No  comment, per adesso», segno che qualcosa di grosso bolle in pentola.

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