Martedì, 19 Ottobre 2021
Sport

Nascere in piena pandemia: l'esempio del Club Scherma Pescara

Il team presieduto da Fabio Pascale è stato fondato proprio durante la seconda ondata. Una vera scommessa: "Lo facciamo perché crediamo di poter crescere a livello agonistico"

Si è disputata la Coppa regionale Abruzzo di scherma, valida per le qualificazioni nazionali.
Una gara importante, anche perché molti sport cercano di tornare alla semi-normalità dopo il lockdown duro.

Questa è una notizia, ma non è la notizia che vogliamo darvi in questo articolo, che non è certo tecnico ma... emozionale.

Vi raccontiamo che una società dilettantistica chiamata Club Scherma Pescara ha deciso di nascere indovinate quando? In piena pandemia e nello specifico durante la seconda ondata, il 9 novembre scorso, cioè nello stesso momento in cui tante altre realtà piccole e grandi, purtroppo, hanno dovuto chiudere i battenti. Al momento il club conta 21 atleti agonisti, con la particolarità che riesce a abbracciare tutte e tre le discipline della scherma, vale a dire fioretto, spada e sciabola. In Abruzzo non tutti riescono a farlo, a livello agonistico, anzi è una rarità.

Fabio Pascale è il presidente ma è anche il maestro: «Siamo appena nati e ci confrontiamo con realtà più esperte della nostra. Però devo dire che già all'esordio in questa gara  di campionato abruzzese, ci siamo tolti belle soddisfazioni specie nel fioretto e nella spada. Sono molto soddisfatto di quello che stiamo facendo, sia come presidente sia come maestro. Non è semplice allenarci ogni giorno, naturalmente rispettando tutte le normative vigenti, perché la mascherina comunque rappresenta un ostacolo per chi deve dare il massimo anche nel training quotidiano. Noi speriamo di crescere, la città di Pescara merita di eccellere anche in uno sport prestigioso come la scherma, perché no anche a livello nazionale».

Ricordiamo che la scherma ha dato tanto all'Italia: «È tra gli sport che non falliscono mai nelle competizioni dove ci sono in ballo delle medaglie. Purtroppo non è così conosciuto come meriterebbe, quindi ogni occasione per divulgare ciò che facciamo per noi è preziosa».

La scherma dà tanto a livello di risultati, ma è formativa sotto ogni punto di vista: «La scherma è uno sport di combattimento, è una disciplina, per cui è formativa anche a livello comportamentale, psicologico. Io consiglio ai giovani di prendere in considerazione questo sport, perché qui si impara tanto di sé stessi, non solo la cultura della vittoria. Io ho praticato scherma a livello agonistico, molti insegnamenti me li porto ancora oggi che mi occupo più di parte dirigenziale e coaching».

Insomma, siete nati in periodo di pandemia ed è stata anche una forma di... scommessa: «In un certo senso sì, tutti scommettiamo sulla fine di questa emergenza Coronavirus. Noi ci crediamo fortemente e lo dimostriamo iniziando adesso un cammino che ci dovrà portare a durare nel tempo. Certo, vogliamo vincere medaglie e magari scalare le classifiche nazionali, ma ciò che più ci interessa è lanciare un messaggio di speranza. Non il 'tutto andrà bene' di qualche tempo fa, ma fatti concreti che ci portino a creare oggi qualcosa per il domani, oggi che tutto sembra grigio. Lo facciamo in particolare per i giovani, convinti che la scherma possa dare molti insegnamenti per riuscire a superare condizioni di disagio personale, che in questo periodo sono il vero killer silenzioso ad esempio degli adolescenti». 

Un appello: «Ci stiamo strutturando per andare avanti sulla nostra strada, ma è chiaro che stiamo anche cercando aiuti per riuscire ad avere una stabilità maggiore. L'obiettivo è di sensibilizzare l'attenzione nei nostri confronti, attraverso un'opera che è un mix tra sport agonistico e attenzione a valori di crescita personale. I sacrifici? Non ci spaventano, siamo abituati a farli ogni giorno sudando sul campo di allenamento».

Per la cronaca, i ragazzi qualificati ai campionati italiani sono Anastasia Zitti, Alessio Santarelli, Alessandro Maggi e Chika Tange. Che lo sport sia veicolo fondamentale di educazione, cultura, senso civico, resilienza, ne siamo convinti da sempre. Specie nelle fasce di età in evoluzione.

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