Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Calcio

L'ANALISI | Per il Pescara seconda sconfitta consecutiva: cercasi psicologo disperatamente

E adesso? Sperare si può, non costa nulla; in realtà occorrerebbe un miracolo, o un azzeccagarbugli bravo. Il punto di Paolo Sinibaldi

In una settimana, due ko pesantissimi ed ecco che il castello di carta che era riuscito faticosamente a costruire l'allenatore Gianluca Grassadonia... è venuto di nuovo giù. Attenzione, la crisi del Pescara non è originata dalle sconfitte contro l'Ascoli e il Vicenza: ha origini ben più lontane. Il fatto è che a volte basta poco per riaccendere la fiammella della speranza, e la cura Grassadonia sembrava stesse pian piano funzionando. Invece no, la radice del problema è più profonda, tanto che a questo punto forse la materia non è né calcistica né sportiva, ma ci vorrebbe uno psicologo bravo. 

Se una settimana fa i biancazzurri sfioravano la vittoria in trasferta contro il Pordenone, in pochi giorni è arrivato il tracollo. La classifica era brutta prima ed è brutta ora (un po' più brutta), ma adesso alla fine della stagione regolare mancano appena otto partite e iniziano a crollare anche alcune ipotesi favorevoli. Ok, ci sono alcuni scontri diretti da disputare, ok, i punti da recuperare sono sei, ok, basterebbero due successi di seguito per rimettersi in carreggiata, ok, ok, ok, ma...

Se in porta (quella avversaria) non tiri mai e, quando tiri, risulti sterile all'inverosimile; e se in difesa magari giochi benino, ma puntualmente nell'arco dei novanta minuti, una sciocchezza letale prima o poi la fai, questo è il risultato. Il risultato è che sei penultimo e che forse a condannarci a un mese e mezzo di sofferenza è stato proprio quel Vicenza a cui ci lega un fraterno gemellaggio. Una sconfitta per 1-0 (rete di Meggiorini, ci segna spesso contro). Otto match ancora, tutti ravvicinati, una corsa a ostacoli senza la possibilità di respirare e ripartire da zero.

Una possibilità ci sarebbe adesso, proprio adesso: una mini sosta che magari sarà utile per chiarirsi le idee, in attesa di Pescara-Pisa in programma venerdì 2 aprile. Ancora un cambio tecnico? No, ormai sono state provate tutte le strade, e tutte hanno prima illuso e poi abbandonato. Il cammino di Grassadonia sembra simile a quello del predecessore Breda, ma è inutile addossare colpe all'allenatore che pure qualcosa ha sbagliato, però ha tentato in ogni modo di aggiustare il giocattolo rotto.

Rivitalizzare calciatori che hanno perso lo smalto dei giorni migliori, o forse lontani dal Pescara anche dal punto di vista del carattere (molti sono in prestito, domani verranno spediti chissà dove), è tutt'altra cosa. Avrebbe dovuto pensarci prima la società. E adesso? Sperare si può, non costa nulla; in realtà occorrerebbe un miracolo, o un azzeccagarbugli bravo. 

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