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Martedì, 17 Maggio 2022
Calcio

"Entro maggio vorrei vendere il Pescara"

Il presidente in un'intervista torna sulla questione della cessione del club: "Trattativa con tre possibili acquirenti, due americani e un gruppo italiano. Cerco persone che possano dare garanzie. Ma la certezza è che andrò via"

Daniele Sebastiani è tornato a parlare dagli schermi di Rete8 della futura cessione del Pescara. “Se c’è un lavoro che ho fatto nell’ultimo anno, è quello di cercare un acquirente valido per il Pescara - le parole del presidente - . Cerco un gruppo serio in grado di rilevare questo club. Sull’accordo economico non ci saranno problemi, devo trovare qualcosa o qualcuno che dia continuità e garanzie al futuro del club. Sto andando avanti in tante direzioni, ora iniziamo a tirare le fila e cercheremo di chiudere nel più breve tempo possibile. Se c’è una certezza, oggi, è che io devo andare via. I tifosi mi criticano perché dico queste cose già da gennaio? Chi vuole che vada via più in fretta, trovi un compratore… Voglio chiudere comunque entro maggio. Se non dovessi riuscirci, sarei io a programmare la prossima stagione”. Dichiarazioni destinate a far discutere ancora a lungo nell'ambiente.


La squadra intanto ha chiuso al quinto posto, fallendo la promozione diretta e il posizionamento da testa di serie nei play-off. “Stagione fallimentare? No. Siamo ancora in corsa per giocarci qualcosa, ma si poteva fare di meglio, questo è indiscutibile – ha aggiunto il presidente biancazzurro – . Non dev’essere un alibi, ma non aver potuto fare di più sul mercato ad inizio stagione ha pesato. Abbiamo apportato qualche correzione a gennaio, ma forse era un po’ tardi. La stagione sicuramente si poteva chiudere meglio. La partita contro l’Imolese è lo specchio di quanto fatto finora”.


Cosa non ha funzionato in questo Pescara? “In C ci sono solo tre squadre che vanno in B in tre gironi, e tutte le altre sono una delusione, se commentiamo solo i verdetti. Qualcosa abbiamo sbagliato, ma ci sono anche gli altri. Nel girone A, il Padova che è una corazzata, ma in B è andato il Sudtirol. Noi negli scontri diretti non siamo stati inferiori alle squadre che sono arrivate davanti a noi, eccetto Reggio Emilia. Ma noi abbiamo sbagliato contro le squadre meno brave di noi: ci manca cattiveria in tutte le partite, non solo negli scontri diretti. Se siamo arrivati a 23 punti dalla prima, siamo mancati a livello motivazionale, e la colpa è di tutti, come capita quando le cose vanno male: società, direttore, allenatore e giocatori”.

Sebastiani chiude difendendo a spada tratta l'indifendibile: il ds Matteassi: “Non credo che il ds abbia sbagliato così tanto. Ha portato avanti le sue idee, convinto di aver fatto una buona squadra, se poi il campo ha detto il contrario… ma ribadisco: nello sport ci sono anche gli avversari e uno solo vince alla fine”.

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