La scossa è arrivata, ma non è quella giusta: Pescara dove sei?

Altro ko per il Pescara di mister Massimo Oddo contro l'Atalanta di Gasperini. Pescara a secco di vittorie, ad eccezione del 3 a 0 a tavolino contro il Sassuolo. Domenica la sfida di San Siro contro il Milan

Lo stadio di Pescara

Primi fischi della stagione, squadra allo sbando, lontana parente di quel Pescara ammirato e lodato – seppur rimontato – durante e dopo le gare contro Napoli e Inter. Nemmeno la scossa che ha spaventato l’Adriatico - prima della rete di Caldara - è servita ai biancoazzurri di mister Oddo per allontanare critiche, mugugni e disappunti piovuti come pioggia dagli spalti dello stadio. In un clima surreale, di paura e di sfiducia.

Dopo dieci giornate la situazione è tragica, ma non è ancora compromessa. Quattro punti conquistati sul campo su trenta a disposizione, rendono bene l’idea di come la compagine del presidente Sebastiani sia attrezzata per competere soltanto con Crotone, Empoli e Palermo, compagini di bassa classifica decisamente alla nostra portata.

Ora però bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo, in attesa di una punta che la metta dentro. Lapadula dove sei? E di un centrocampista di qualità, di categoria, con qualche anno in meno di Aquilani; che sappia trascinare la squadra, non sbagli la misura dei passaggi, lucido e scattante. E serve un centrale di difesa affidabile, in forma e forte almeno quanto Campagnaro. Con tutto che, va precisato, questi sforzi potrebbero non bastare se non si puntella la rosa in altri reparti.

Si diceva che la squadra fosse giovane e che bisognava avere pazienza, che poteva capitare di non riuscire ad avere la meglio in casa nonostante una doppia superiorità numerica o un doppio vantaggio; che anche il rigore di Memushai all’Olimpico faceva parte dello scotto che bisogna pagare quando si passa dalla B alla A, e la porta si rimpicciolisce al cospetto di portieri come Marchetti o stadi da 80mila posti.

Peccato, è davvero un peccato dover tifare Udinese per non vederci scavalcare dal Palermo. Non nascondiamoci, ci eravamo illusi di poterci salvare con disinvoltura e riscattare la deludente stagione di Stroppa-Bergodi-Bucchi. E invece no. Al 27 ottobre 2016 tutto è come o peggio di prima. Tre anni fa avevamo un punto in più e sapevamo anche vincere, in casa (Palermo) e fuori (Cagliari). Oggi ci teniamo stretti i tre punti a tavolino di Sassuolo, che suonano quasi come una maledizione.

Pescara rialzati, accendi la luce a San Siro!

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