rotate-mobile
Venerdì, 3 Dicembre 2021
Calcio

Roberto D'Aversa, da Pescara a Parma: un ex che non ha lasciato il segno

Da calciatore ha vestito la maglia della sua città nella stagione 2000/2001 conclusasi con la retrocessione in serie C. La prima panchina a Lanciano, gli sfortunati derby con il Delfino e quell'amicizia con Antonio Conte

L'attuale tecnico del Parma, prossimo avversario del Pescara, è Roberto D'Aversa, 42 anni, cresciuto calcisticamente nella Renato Curi con Cetteo Di Mascio per poi iniziare la carriera nel Milan, dove però non ha mai collezionato presenze in campionato. E' stato uno dei tanti giocatori che si formarono negli anni '90 in quella splendida realtà del settore giovanile, trampolino di lancio anche di Fabio Grosso e Massimo Oddo. I genitori potevano osservarlo dal balcone di casa in via Elettra mentre si allenava sul campo in terra e spesso fangoso dell'Antistadio.

L'approdo in Serie A con il Siena

Ne ha fatta di strada, Roberto, prima di approdare in serie A da protagonista con la maglia del Siena di mister De Canio dopo una lunga trafila sui campi della B. Nato attaccante, ha poi man mano arretrato la sua posizione in campo scoprendosi centrocampista e, a volte, terzino. Con il Pescara ha disputato una sola stagione, tutta da dimenticare, nel 2000/2001 collezionando 13 presenze sotto la gestione Delio Rossi, partecipando così alla retrocessione in serie C prima del suo passaggio alla Sampdoria.

Dopo qualche anno viene coinvolto nell'inchiesta sul calcio-scommesse con una squalifica a suo carico di sei mesi. Verrà in seguito graziato dalla Camera di Conciliazione del Coni dopo aver fatto una donazione per beneficenza, ma la macchia rimane, nonostante la successiva archiviazione. E' a Siena che conosce Antonio Conte, instaurando con l'allora allenatore in seconda un rapporto di amicizia che dura ancora oggi.

La salvezza con il Lanciano e lo spauracchio Pescara

L'ultimo anno con le scarpette chiodate lo disputa a Lanciano, segnando anche il suo passaggio a responsabile dell'area tecnica. Sulla panchina frentana ottiene una storica salvezza, ma non può evitare l'esonero nel torneo cadetto 2015/2016. In quel biennio ha affrontato il Pescara da ex in tre circostanze, sfiorando l'impresa all'Adriatico se non fosse stato per Melchiorri, autore del gol al 97' che fissò il risultato finale sull'1-1. Ancora peggio tra le mura amiche dove i biancazzurri si imposero in due occasioni (0-1 e 1-2).

Dunque, la squadra della sua città è sempre stata uno spauracchio per D'Aversa. Inutile ricordargli che Parma evoca ricordi piacevolissimi legati alla fantastica cavalcata di Galeone che al Tardini, vincendo per 1-2, diede una lezione di calcio alla squadra di Arrigo Sacchi. Poi la mente riporta a quel 21 giugno del 1987, quando con i crociati ottenemmo la A con rete promozione firmata da Bosco. La storia, nel calcio, può anche ripetersi. D'Aversa starà già facendo gli scongiuri.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Roberto D'Aversa, da Pescara a Parma: un ex che non ha lasciato il segno

IlPescara è in caricamento