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Il Pescara riprende la Viterbese all'ultimo respiro

Un rigore di Volpicelli dopo 3' rischia di condannare la squadra di Auteri alla sconfitta casalinga, poi al 93' sbuca Ferrari e firma l'1 a 1 . Primato salvo, ma con Reggiana e Cesena

Franco Ferrari all’ultimo respiro, nell’ormai temutissima “zona Pescara”, riacciuffa la Viterbese ed evita la prima sconfitta stagionale. Uno a uno all’Adriatico, il primato è salvo ma non è più solitario: Cesena e Reggiana agganciano la squadra di Auteri con 11 punti.

Annunciata come testacoda, la sfida tra Pescara e Viterbese conferma l’etichetta mediatica che gli è stata incollata in settimana. Ma sul campo le parti si rovesciano. I laziali di Dal Canto partono con personalità e ferocia agonistica e trovano il vantaggio al primo affondo. Sul primo angolo del match, Martinelli salta nell’area piccola e Drudi lo trattiene: rigore, che il sinistro di Volpicelli non fatica a tramutare in oro. Un pugno in faccia per Memushaj e compagni, che perdono la tranquillità e l’autorità abituali e non si trovano più sul campo. Ad eccezione di qualche sfondamento a sinistra di Nzita, che manca di precisione e qualità in alcune situazioni fondamentali, il Delfino gira a vuoto con la Viterbese tutta compatta nella sua metà campo e cattiva nelle marcature e nei contrasti. Un solo segno di vita della squadra di Auteri: Galano con il sinistro a giro dal limite, dopo la mezzora, chiama Bisogno alla prima parata del suo pomeriggio all’Adriatico. Il primo tempo è un incubo a occhi aperti, e l’accenno di rissa finale (scintille Galano-Murilo che coinvolgono poi tutti i protagonisti tra campo e panchina) ne è la riprova.

Volpicelli e il suo mancino sono in giornata, è solo grazie ai riflessi di Di Gennaro che ad inizio ripresa la Viterbese non riesce a raddoppiare. Laziali bravi a fare densità nella loro metà campo e ad uscire forte in pressing per soffocare sul nascere la manovra pescarese. Auteri cerca la prima scossa sul match inserendo due panzer in attacco: dentro Ferrari e De Marchi per scardinare con la forza fisica e il gioco aereo il fortino viterbese. Peccato per l’italoargentino, che manca di lucidità prima del 20’ e calcia al volo da dieci metri con tanta energia e pochissima precisione, gettando via la miglior palla gol della partita. Si rifarà nel finale palpitante.

Il passaggio al 4-2-4 con Clemenza e Galano più le due torri sbilancia il Pescara, ma crea grossi problemi alla difesa della Viterbese, provata da oltre un’ora di gestione quasi ordinaria. Dal Canto risponde richiamando il suo uomo in più in attacco, Volpicelli, per aumentare l’occupazione degli spazi nella sua metà campo con Adopo. La resistenza degli ospiti è encomiabile, ma anche fortunata: Clemenza e De Marchi fermati solo dal palo nel finale. Il pareggio però è nell’aria, anche se si fa attendere fino al 93’: la zampata di Ferrari su cross di Zappella fa esplodere l’Adriatico e premia la grande volontà dei biancazzurri.

PESCARA (3-4-3): Di Gennaro 6,5; Ingrosso 6, Drudi 5,5, Illanes 5,5 (dal 30’ s.t. Frascatore s.v.); Zappella 6, Rizzo 6, Memushaj 6, Nzita 6 (dal 21’ s.t. Clemenza 6,5); Galano 5,5 (dal 30’ s.t. Marilungo s.v.), Rauti 5,5 (dal 9’ s.t. Ferrari 7), D’Ursi 5,5 (dal 9’ s.t. De Marchi 6,5). A disp. Sorrentino, Cancellotti, Veroli, Rasi, Diambo, Sanogo, Valdifiori. All. Auteri.

VITERBESE (3-4-3): Bisogno 6,5; Van Der Velden 5,5, D’Ambrosio 6,5, Martinelli s.v. (dal 13’ p.t. Marenco 6); Pavlev 6, Calcagni 6, Foglia 6,5 (dal 7’ s.t. Megelaitis 6,5), Urso 5,5; Volpicelli 7 (dal 27’ s.t. Adopo 5,5), Capanni 6, Murilo 6. A disp. Daga, Fracassini, Ricchi, Errico, Alberico, Tassi, Simonelli. All. Dal Canto.

Arbitro: Virgilio di Trapani 6.

Reti: al 3’ p.t. Volpicelli (V, rig.), 48’ s.t. Ferrari (P).

Note: ammoniti D’Ambrosio (V), Memushaj (P), Foglia (V), Galano (P), Murilo (V), Ingrosso (P), Clemenza (P). Recupero 5’ s.t.

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