Martedì, 23 Luglio 2024
Calcio

"L'Entella è un avversario difficile, ma il Pescara di Zeman ha un potenziale enorme"

Intervista a Roberto Cau, 47 anni, ex giocatore di Lanciano, Giulianova, Penne e Sulmona, oggi allenatore della Fair Play di Collecorvino: "Le squadre del boemo soffrono la profondità e le ripartenze, ma davanti sono incredibili. Che bravi Delle Monache, Merola e Rafia"

"Entella brutto cliente, ma il Pescara di Zeman ha un potenziale offensivo enorme". Roberto Cau, 47 anni, l’anno scorso nello staff tecnico del Seregno, nel girone A di Serie C, lunedì sera era all’Adriatico per Pescara – Virtus Verona: l'ex giocatore di Lanciano e Giulianova ha accompagnato, in qualità d'istruttore, i ragazzi della società Fair Play, realtà di puro settore giovanile di Collecorvino affiliata al Delfino. Una nuova vita dopo anni e anni di battaglie sui campi di tutta Italia, dalla serie A ai dilettanti. L’ex esterno offensivo di Bari, Monza, Frosinone, tra le tante, sardo ma pescarese d’adozione (la moglie Elena è di Loreto Aprutino), ha visto la partita vinta dai biancazzurri di Zeman dalla tribuna. “La Virtus Verona si è confermata avversaria insidiosa, ma solo nella prima parte del match – racconta Cau – , per fortuna erano in panchina all’inizio il mio ex compagno di squadra Danti, con cui ho giocato a Barletta, e Halfredsson, elementi di esperienza che avrebbero potuto cambiare la partita. Casarotto è stato devastante all’inizio con la sua velocità negli spazi, ma poi è venuta fuori la qualità del Pescara. La squadra di Zeman ha sofferto la ricerca della profondità della Virtus, ma era troppo superiore e si è visto alla distanza. Merola, Delle Monache, Rafia: sono giocatori incredibili a questi livelli. E in panchina i biancazzurri hanno gente che ha giocato mille battaglie, come Mora e Aloi, solo per citarne un paio”.

Ora c’è il quarto di finale contro la Virtus Entella. “Una brutta bestia – dice Cau – , perché è una squadra attrezzata e gioca su un campo piccolo e sintetico. Il Pescara è molto forte nel suo stadio e deve far pesare il fattore campo. Se riesce a vincere la prima con un buon risultato, può farcela. Altrimenti può diventare difficile. Il pubblico può fare la differenza, assieme ai migliori giocatori della rosa. Chi mi ha colpito? Ripeto: Delle Monache, Merola, Rafia e il terzino sinistro Milani”.

E il calcio di Zeman: può essere l’arma per arrivare fino in fondo a questi play-off? “Le idee del boemo sono sempre credibili, ma vincere è difficile. Le sue squadre soffrono la profondità perché giocano sempre con la difesa molto alta e gli avversari lo studiano per cercare di colpirlo nel suo punto debole. Ma il potenziale è davvero importante e se riesce a trovare l’equilibrio tra la fase difensiva e la forza dell’attacco può fare davvero male a tutti. Ha fantasia e velocità, davanti crea sempre qualcosa”.

Roberto Cau ha più 330 partite giocate in carriera da calciatore, poi esperienze vincenti come tecnico in D e in C. Oggi però ha scelto di allenare i bambini con la società Fair Play di Collecorvino di Giacomo De Angelis, entrata nell’orbita del Pescara. “Mi diverto tantissimo. Allenare i grandi era più facile, ai bambini devi insegnare tutto, ma puoi farlo senza stress. Insegno loro a divertirsi giocando a calcio, senza pensare al risultato. Ho sposato il progetto di questa società peruna scelta di vita: dopo anni in giro per l’Italia, volevo stare vicino a casa e alla mia famiglia. Vedendo l’atmosfera di Pescara – Virtus Verona, un po’ quel calcio mi è mancato… ma sono contento di essere qui: i bambini mi regalano emozioni incredibili”.

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