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Il Pescara delude, ma per Auteri è sempre colpa della squadra

Il tecnico siciliano anche dopo il pareggio deludente contro il Pontedera ha riproposto il repertorio di attacchi ai suoi giocatori. In realtà il Delfino non ha un dna vincente, fin dalla scorsa estate

Il Pescara contro il Pontedera getta via due punti pesantissimi, forse spreca malamente l’ultima grande occasione per arrivare al terzo posto, e il tecnico Auteri se la prende con i suoi giocatori. Per l’ennesima volta. “Non abbiamo difeso il centimetro”. Oppure: “Non possiamo gestire il risultato”. E ancora: “Le seconde palle vanno difese con più caparbietà”, “Siamo calati in alcuni giocatori sia sul piano fisico che mentale. Bisogna imparare a soffrire”. Un campionario di rimbrotti rivolti ai calciatori che si ripetono ciclicamente ogni volta che la squadra perde o pareggia partite sulla carta abbordabili.

Nessuna autocritica sull’atteggiamento globale di questo Delfino che dalla scorsa estate manca di personalità e di fame di vittorie, nessun ripensamento sui cambi, spesso fatti male o tardi (ricordate il rosso di un imbarazzante Nzita a Reggio Emilia? E quello di Drudi nel finale a Modena?), né sulle formazioni iniziali, spesso cervellotiche. Aggiungeremmo anche la gestione dei giocatori dal punto di vista atletico: Auteri forza spesso e volentieri con biancazzurri alle prese con infortuni e recuperi, mandandoli in campo in condizioni non ottimali e di certo non al cento per cento della forma.

Il caso più eclatante è sicuramente quello di Pompetti, che sta giocando con un rischio altissimo di incappare in una fase acuta di pubalgia che lo metterebbe ko per il finale du stagione. Questo per non tenerlo fermo per un paio di settimane e sfruttare fino all’ultima goccia di sudore e talento il 20enne dell’Inter. Se non ci fosse stata la diffida, e l’imminente squalifica in vista della prossima trasferta sul campo della Lucchese, stare certi che al Porta Elisa Pompetti avrebbe giocato di nuovo dal 1’, con o senza fastidi muscolari.


Auteri, però, parla di atteggiamento sbagliato di alcuni giocatori biancazzurri nel secondo tempo contro il Pontedera. Il tecnico dovrebbe però riflettere su approcci che questo Pescara assume fin dalle prime giornate di campionato: la squadra non ha mai chiuso le partite, nemmeno le migliori (rivedere quella casalinga contro il Cesena, la migliore della stagione), dando sempre a tutte le sue avversarie la possibilità di fare punti o comunque di essere vive fino a tempo scaduto. Così si spiegano i sette pareggi casalinghi ottenuti finora in campionato: tradotto in classifica, sono 14 punti mancanti nel bilancio del Delfino. Un’enormità. Per noi, non è solo colpa dei giocatori. Anzi. Le squadre di calcio, badi bene anche Auteri, quasi sempre sono il riflesso del carattere e dei dettami dei loro allenatori. E giocano allo stesso modo in cui si allenano durante la settimana. Certi difetti, quindi, andavano aggiustati durante il lavoro quotidiano al Poggio, per non essere riproposti in partita.

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