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Sabato, 22 Giugno 2024
Calcio

Il Pescara mette il Catanzaro nel mirino

Biancazzurri secondi a meno tre dalla capolista: nel mirino lo scontro diretto del prossimo 27 novembre all'Adriatico

Il Pescara ha messo la freccia sul Crotone battendo la spigolosa Gelbison domenica scorsa, è secondo e ha messo nel mirino una data forse già decisiva della sua stagione: domenica 27 novembre, all’Adriatico (ore 14.30), ci sarà lo scontro diretto con la capolista Catanzaro, imbattuta dopo dodici giornate e unica squadra in grado di guastare la festa al miglior Pescara degli ultimi 50 anni. Lescano e compagni proveranno a riaprire il campionato, quel giorno, ma il primo obiettivo è quello di mantenere quantomeno inalterate le distanze dai giallorossi calabresi nelle prossime due partite che separano il Delfino dallo scontro diretto. Colombo lo ha detto chiaramente, e ironicamente, in sala stampa dopo la vittoria sulla matricola campana: “Se penso al 27 novembre? Dobbiamo pensare alle prossime partite e fare punti, altrimenti, se dovessimo staccarci dal Catanzaro, altro che 27 novembre… quella domenica per noi sarebbe il 1° di novembre…”. Guai quindi a concentrarsi sulla partitissima contro la capolista attuale. Domenica prossima il Pescara dovrà mettere il bavaglio al Messina dell’ex Auteri, che arriverà rilanciato dalla vittoria sul Monterosi (in gol il portiere ex Avezzano e Teramo, Lewandowski direttamente su rimessa dalla propria metà campo) che tiene a galla i siciliani nella corsa già disperata per non retrocedere. Non solo: prima del Catanzaro, ci sarà anche la difficile trasferta sul campo della Turris, posticipo del lunedì sera (21 novembre). Ci sono sei punti in palio nelle due settimane che precedono la super sfida al Catanzaro. Il Pescara non solo ha l’obbligo di provare a conquistarli tutti per non perdere terreno, ma anche la chance di accorciare ulteriormente dalla vetta (calabresi in campo in trasferta contro il Monterosi e in casa contro la Gelbison) e potersi giocare, nella gara più attesa, una chance non solo di aggancio, ma anche di sorpasso.

Per preparare al meglio l’avvicinamento allo scontro diretto per la B, il Pescara di Colombo dovrà ripartire dalla difficilissima partita vinta domenica scorsa contro la Gelbison. Una squadra che si è chiusa a riccio con grande compattezza e organizzazione, e che ha dato l’anima su ogni contrasto e ogni situazione per non permettere al Delfino di giocare il proprio calcio. Mora e compagni sono caduti nel tranello della frenesia per almeno un’ora di partita, facendo circolare lentamente il pallone e facendo poco movimento senza palla. Il tutto ha agevolato il compito dei campani, che hanno avuto anche la palla per mandare in tilt i biancazzurri prima del rigore di Cancellotti, quando era arrivato come un incubo il gol, poi annullato per evidente fuorigioco, degli ospiti. La linea tra il flop e la grande impresa è stata sottile. Lo sarà per tutta la stagione. E’ questa la grande lezione da trarre dopo il successo sulla Gelbison. Per continuare a vincere anche le partite più scorbutiche, bisognerà avere la testa da grande squadra, mettere in campo tanta intelligenza e meno emotività, sfruttare le doti di tutti i giocatori a disposizione. Su quest’ultimo punto, Colombo offre ampie garanzie. La sua mossa di giocare il finale con il 4-2-3-1, per sfruttare i guizzi di Delle Monache e la qualità tecnica di Kolaj, contro un avversario sempre più stanco e segnato da più di un’ora di difesa a oltranza, alla fine è risultata vincente. Poi c’è il cuore di una squadra che continua ogni settimana che passa a farsi amare sempre più dalla sua gente. Il pubblico all’Adriatico non è quello degli anni d’oro, ma è caloroso e vicino a Cuppone e compagni. Un feeling che si sente e che, nei momenti importanti, farà la sua parte.

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