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Martedì, 17 Maggio 2022
Calcio

Pescara, cinque partite per conquistare il podio

Il cammino del Delfino verso i play-off. Tre partite in casa, due fuori: Pontedera, Grosseto e Imolese all’Adriatico, Lucchese e Pistoiese in trasferta. Sulla carta, il Pescara può chiudere senza perderne neanche una

Cinque partite davanti per conquistare il podio del girone alle spalle delle due corazzate Modena e Reggiana. Tre partite in casa, due fuori: Pontedera, Grosseto e Imolese all’Adriatico, Lucchese e Pistoiese in trasferta. Sulla carta, il Pescara può chiudere senza perderne neanche una. L’ideale sarebbe fare bottino pieno, ovvero quindici punti, sperando in un passo falso del Cesena e, perché no, anche un altro stop dell’Entella. L’obiettivo non è solo statistico: il terzo posto vale l’ingresso nei play-off dalla porta principale.

L'analisi
 

La squadra di Auteri può battere chiunque solo se gioca alla massima velocità e con la coralità totale. Se invece la squadra di Auteri rallenta, muove poco la palla e si affida alle giocate individuali, rischia di sbattere contro i muri avversari. E anche di perdere contro squadre di bassa classifica. E’ successo tante volte in questa stagione, si è ripetuto anche a Teramo sabato scorso: se Ferrari e compagni affrontano squadre che si chiudono, trovano più di un ostacolo nella costruzione di palle gol e occasioni nelle aree avversarie.

Il Delfino del primo tempo, che aveva ancora gamba e veniva dall’euforia della gara dominata e vinta contro il Cesena martedì scorso, ha costruito almeno tre occasioni chiare per sbloccare la partita e avrebbe meritato di trovare il gol. Poi ha finito la benzina, si è abbassato, ha faticato a proporsi nella metà campo teramana e ha mostrato di nuovo il suo limite più grande: quando il motore gira al minimo, diventa una squadra vulnerabile, difficilmente in grado di poter lottare davvero per essere protagonista nei play-off.

Anche se il difetto è genetico nella squadra biancazzurra, visto che se lo porta dietro fin dalle prime giornate di campionato, Auteri a Teramo aveva anche le sue attenuanti: terza partita in una settimana, il faro del gioco – Pompetti – stremato dal sacrificio fatto contro il Cesena (ha giocato due partite da titolare nonostante un principio di pubalgia), pochi cambi a disposizione (Diambo solo in panchina, Memushaj ancora dolorante alla caviglia, Cernigoi out (colpito da un'indisposizione fisica all’ultimo minuto) per cambiare il match.

Sono mancati, nel derby, gli esterni offensivi: Clemenza stanco e più deludente rispetto alle ultime uscite, D’Ursi ottimo in partenza e presto eclissato dal match (l’ex Bari rischia raramente una giocata nonostante le sue enormi potenzialità).

Il passo indietro è stato evidente e forse bisognava anche metterlo in preventivo. Questo Pescara non ha mai vinto quattro partite di fila in questa stagione, probabilmente perché non ne ha i mezzi tecnici, fisici e caratteriali.

Detto questo, però, restano i 10 punti in 4 partite, che sono un bottino importante e valgono per ora un piccolo step in avanti: il Pescara si è messo alle spalle l’Entella, ko a sorpresa a Grosseto. Oggi biancazzurri a -1 dal Cesena, in campo questa sera contro la Reggiana: se i romagnoli non dovessero vincere, resterebbero ancora nel mirino.

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