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Il Pescara e Zeman lontani, via il ds Matteassi: sarà rifondazione

Il presidente Sebastiani al momento non pensa al boemo, che sogna di tornare all'Adriatico dopo la rottura con il Foggia (in tandem con Pavone). Non sarà confermato il ds, in bilico anche Zauri

Zeman ha rotto con il Foggia e ora attende una (terza) occasione per sedere sulla panchina del Pescara. Il divorzio tra il 75enne di Praga e la società pugliese si è consumato ufficialmente giorni fa negli uffici del presidente Canonico. I rapporti non era idilliaci da tempo, e l’epilogo è stato quasi scontato: la bozza di rinnovo impostata mesi fa è stata cestinata. Con il tecnico, lascia anche il ds, Peppino Pavone, artefice anche nell’ultima stagione di una piccola impresa: partire con una squadra di carneadi pescati tra avanzi della C e giovani di quarta serie e arrivare al terzo turno play-off, eliminando a domicilio il potente e ambizioso Avellino. Allenatore e ds cercano una nuova sfida da vincere, magari anche più ambiziosa di quella foggiana. Quella di riportare in B il Pescara, ad esempio, sarebbe perfetta per ridare stimoli e visibilità al mago del 4-3-3.

Ad oggi, però, nessun contatto tra le parti. La sensazione è che Sebastiani stia pensando ad una situazione totalmente nuova. Non ci sarà conferma per Luca Matteassi, direttore sportivo dell'ultima stagione, uscito bocciato dal verdetto del campo e dalla gestione del mercato, sia estivo che invernale, ma anche dalla gestione extracampo, in cui raramente ha preso le redini della situazione.

In bilico anche Zauri: se il Pescara volterà pagina, lo farà scegliendo un nuovo da e affidando a lui la scelta di un tecnico e della ricostruzione di un organico in cui ci sarà tanto, ma tanto da fare. Al momento 15 giocatori sotto contratto e 7 rientri dai prestiti. Ma molti di questi calciatori probabilmente faranno le valigie.

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