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"Il Pescara? Una squadra spenta, in C servono fame e ambizione"

L'ex Damiano Zanon, 38 anni, oggi pilastro dell'Avezzano capolista in Eccellenza, in un'intervista ha detto la sua sulla crisi del Delfino: "Vedo tanti giocatori di qualità che giochicchiano, ma ci mettono poca "cazzimma". Auteri? Si è snaturato rispetto al passato"

Due promozioni, dalla C alla A, la fascia di capitano al braccio nella massima serie e un posto nella hall of fame del Pescara per aver fatto parte della magica annata di Zemanlandia. Damiano Zanon a 38 anni gioca ancora e vince. Uno con la sua mentalità farebbe quasi comodo ad Auteri, che oggi guida una squadra "spenta, moscia, senza cazzimma", le parole del terzino destro aquilano oggi leader dell'Avezzano, capolista in Eccellenza.

“Sapevo che sarebbe stata dura – dice il difensore, 119 partita con il Delfino – , mi aspettavo una stagione tribolata perché ho vissuto una situazione simile in biancazzurro. Io seguo sempre il Pescara, vedo le partite o al massimo gli highlights quando non ho molto tempo. Dieci anni fa c’era una situazione identica: eravamo in C e facevamo fatica. Vincere in questa categoria è davvero difficile. Vedo tanti giocatori da B, ma nessuno che si sta calando realmente nella dimensione della C. Se non ti getti in tutto e per tutto in quella realtà, si fa dura. Vedo la squadra giochicchiare, ma senza cattiveria, senza “cazzimma”. Giocatori importanti, come Memushaj, li vedo spenti, mosci, invece dovrebbero essere avvelenati per aver perso la B e per cercare di riconquistarla. La C è una categoria davvero difficile, a maggior ragione se affrontata in questo modo. Mancano giocatori adatti alla categoria e che vedano il Pescara come un trampolino di lancio per il loro futuro”.

Auteri è diventato un rebus: da integralista riconosciuto del 3-4-3 è diventato uno sperimentatore in palese confusione. “Mi aspettavo di vedere quest’anno un Pescara spavaldo, divertente, in grado di conquistare il cuore dei tifosi. Al di là delle chance di vittoria del campionato. Si è snaturato cambiando diversi moduli e ora è irriconoscibile. Vedere questa squadra così spenta è la morte della passione dei tifosi pescaresi. Anche Auteri lo vedo spento, dopo Pontedera era distrutto… Ma mi metto nei panni dei miei colleghi giocatori che oggi sono a Pescara, so quanto sia dura. Questa è una piazza capace di dare tantissimo, ma anche di togliere. Stanno dando tutto, come dice Auteri? Beh, è poco. Lo 0 a 0 di domenica scorsa contro la Lucchese, in casa, non è un risultato da Pescara”.

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