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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Calcio

Pescara, il tribunale dell'Aquila dichiara nulli i bilanci del 2015 e del 2017

Accolti i ricorsi della Cimmav dell'ex ad Danilo Iannascoli, ancora socio di minoranza del club. La società di Sebastiani ricorrerà in appello, come ha già fatto per il bilancio 2016: dibattito in aula il prossimo marzo

Due nuove sentenze del Tribunale dell’Aquila fanno tremare il Pescara. Dichiarati nulli i bilanci del club al 30 giugno 2015 e al 30 giugno 2017. Accolti i ricorsi presentati dalla Cimmav, società di proprietà dell’ex amministratore delegato Danilo Iannascoli e ancora oggi azionista di minoranza del Delfino. I legali del club biancazzurro faranno appello. Cosa già avvenuta per il bilancio 2016: appuntamento in tribunale nel capoluogo il prossimo mese di marzo. Sono dunque tre le sentenze che danno ragione a Iannascoli.

La sentenza sul bilancio del 2015 arriva a queste conclusioni: “La fondatezza delle doglianze di parte attrice ha evidenziato come la deliberazione assembleare in questa sede gravata abbia approvato un bilancio redatto in modo non conforme ai sopra menzionati precetti normativi. Con la conseguenza per la quale tale deliberazione assembleare deve ritenersi nulla per illiceità dell’oggetto ai sensi dell’art. 2379 c.c. Del resto e come sopra detto, ove il bilancio venga redatto in violazione dell’art. 2423, comma 2, c.c., esso risulta, di per sé, illecito e costituisce quindi l’oggetto illecito della relativa deliberazione assembleare che lo abbia approvato. Alla luce di quanto precede, il Tribunale, in accoglimento della domanda attorea, dichiara la nullità della deliberazione assembleare assunta in data 28.10.2015 dall’assemblea dei soci di Delfino Pescara 1936 S.p.A. nella parte in cui è stato approvato il bilancio d’esercizio chiuso al 30.6.2015”.

Queste le conclusioni della corte sul bilancio del 2017: “La parziale fondatezza delle doglianze di parte attrice ha evidenziato come la deliberazione assembleare in questa sede gravata abbia approvato un bilancio redatto in modo non conforme ai sopra menzionati precetti normativi. Con la conseguenza per la quale tale deliberazione assembleare deve ritenersi nulla per illiceità dell’oggetto ai sensi dell’art. 2379 c.c. Del resto e come sopra detto, ove il bilancio venga redatto in violazione dell’art. 2423, comma 2, c.c., esso risulta, di per sé, illecito e costituisce quindi l’oggetto illecito della relativa deliberazione assembleare che lo abbia approvato. Alla luce di quanto precede, il Tribunale, in accoglimento della domanda attorea, dichiara la nullità della deliberazione assembleare assunta in data 7.12.2017 dall’assemblea dei soci di Delfino Pescara 1936 S.p.A. nella parte in cui è stato approvato il bilancio d’esercizio chiuso al 30.6.2017”.

CIMMAV

“Il Tribunale di L’Aquila, sezione specializzata in materia di Impresa, con due sentenze diverse, ha dichiarato nulli i bilanci al 30/06/2015 e al 30/06/2017 annullando le deliberazioni dell’assemblea dei soci nella parte relativa all’approvazione dei bilanci – è la nota diramata ieri dalla Cimmav – . Il bilancio al 30/06/2016 era già stato dichiarato nullo dal Tribunale di L’Aquila ed è stato proposto appello da parte del Delfino Pescara 1936 che andrà a decisione definitiva nel mese di marzo 2022. Quindi il Tribunale, con 3 sentenze diverse, ha dato ragione all’ex amministratore delegato Danilo Iannascoli ed ha dichiarato nulli i bilanci del 2015, 2016 e 2017”.

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