Giovedì, 29 Luglio 2021
Pescara calcio

L'ANALISI | Solo l'aritmetica tiene in vita il Pescara

È solo una questione numerica e di combinazione di risultati. Nelle quattro restanti partite, i biancazzurri possono solo vincere e sperare che le altre rallentino. Squadra svuotata mentalmente e anche condizionata da quanto accaduto negli ultimi giorni. Attenuanti a parte, ora Grassadonia e la società dovranno essere bravi a tenere a bada i malumori

Vincenzo Fiorillo

L'aritmetica tiene ancora in piedi il Pescara. Certo, se prima era vicino alla retrocessione diretta in serie C, dopo il pareggio interno contro la già derelitta Virtus Entella è a un passo dalla sentenza. 
Manca pochissimo, purtroppo, una lenta agonia cominciata in realtà già dallo scorso campionato, ma uno spiraglio c'è ancora.

I pessimisti dicono che è finita e che bisogna schierare i giovani sino alla fine; i realisti sostengono che bisogna vincerle tutte e poi vedere che succede; gli ottimisti, che in fondo non si poteva fare di più vista la situazione legata al focolaio Covid e che la partita delle partite è la prossima. Sabato il Pescara andrà a Cosenza, che ha tre punti in più. Attenzione: il Pescara non ha mai vinto due gare consecutive in questo torneo, figurarsi ipotizzare quattro successi di seguito...

Ci vorrebbe un miracolo.

Cercando di essere semplicemente giornalisti e valutare i fatti super partes, occorre comunque sottolineare che se non vinci contro l'ultima e ti appelli ogni volta ai risultati delle altre, sempre in affanno e sempre in rincorsa, è giusto che tu retroceda. Senza drammi, è la legge dello sport. D'altro canto, sarebbe anche scorretto dimenticare quanto accaduto negli ultimi giorni, nel momento in cui qualche cenno di risveglio si stava forse notando: cluster Covid, niente allenamenti di gruppo, mezza squadra fuori e non recuperabile, dieci giorni da incubo tra tamponi molecolari e test sierologici, e anche un po' di paura perché nel gruppo c'erano almeno due sintomatici.

E allora, è stato deludente il pareggio contro l'Entella ma allo stesso tempo ci sarebbe ancora l'ultima chiamata di Cosenza prima di chiudere i discorsi, con la speranza che qualcuno dei positivi possa nel frattempo negativizzarsi (in questo momento, pare soltanto Ceter). 

Attenzione: tutti i discorsi sin qui esposti, sarebbero da annullare se l'Ascoli mantenesse questo distacco dalla quart'ultima (il Cosenza); con gli attuali regolamenti, infatti, se tra la quart'ultima e la quart'ultima permangono oltre quattro punti distacco (oggi ce ne sono cinque), non si disputano i play-out.

Siamo appesi a un filo. Ma il filo c'è.

TOP. Praticamente nessuno. Tutti fiacchi, giù forse di condizione e sicuramente di grinta. A tratti, si sono salvati Odgaard per l'impegno che ci mette spesso predicando nel deserto, e Machin perché stavolta ha provato a inventare qualcosa. A tratti. Ma piccolissimi tratti. Complimenti al portiere-capitano Fiorillo per aver raggiunto quota 220 presenze in biancazzurro, raggiungendo l'indimenticato portiere Gino Di Censo.

FLOP. Un flop generale. A partire del mister Grassadonia, che è stato criticato per alcune scelte di formazione e per essere stato ingannato dallo schieramento iniziale dell'Entella. Francamente stupisce la mollezza caratteriale di alcuni elementi che avrebbero anche dei buoni colpi, ma sono sempre impalpabili: vengono in mente Capone e Vokic. Ma oggi era davvero un Pescara incerottato, troppo per poter trovare lati buoni.

SEBASTIANI. Il presidente non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma ufficiosamente ha fatto sapere di essere molto amareggiato e deluso per la prestazione. Allo stesso tempo ha detto che per salvarsi il Pescara sapeva di dover totalizzare dodici punti, e dodici punti sono ancora a disposizione. Quindi, non si molla prima dell'aritmetica.

MALUMORI. Ce ne sono. La piazza è ormai disillusa e arrabbiata. Ma pare che anche all'interno del gruppo-squadra, la situazione sia una pentola che ribolle e sarà importante anche gestire questi nervosismi eccessivi, se si vuol concludere con dignità una stagione horror.

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