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Sabato, 22 Giugno 2024
Calcio

C'è già il primo volto nuovo del Pescara targato 2024-25

Aspettando novità sulla vicenda della cessione societaria, è in arrivo uno dei principali prospetti dell'ultimo campionato di Serie D

Per non rischiare di partire in ritardo con la programmazione della nuova stagione, al netto dei possibili sviluppi sulla cessione societaria che dovranno arrivare entro giugno essendo la scadenza dell'iscrizione in data 4, in casa Pescara si dovrà di qui a breve iniziare a pensare al futuro, dato che ad esempio allenatore (Cascione non verrà confermato) e direttore sportivo vanno a scadenza (ma Delli Carri con Sebastiani ancora al timone dovrebbe restare). In questo contesto un  primo volto nuovo del Pescara targato 2024-25 però c'è già e: si chiama Mario Piga. Classe 2002, sardo di Maracalagonis, Piga è ritenuto uno dei più interessanti prospetti che si sono messi luce in Serie D nella stagione che a tutti i livelli si sta avviando alla conclusione. Nome poco noto al grande pubblico, ma di certo conosciuto dagli addetti ai lavori che ne apprezzano le qualità. Piga è terzino sinistro che può giocare come quinto di centrocampo o come esterno basso di una linea difensiva a 4 ed è stato una delle rivelazioni del campionato di serie D in maglia Real Casalnuovo, dove ha collezionato 35 presenze complessive (33 nel Girone I, 2 in Coppa Italia) con 4 gol (di cui 3 in campionato) e 4 assist per 3.049 minuti di impiego. Dopo Germinario, Manu, De Marco e Sasanelli, quindi, per il terzo anno di fila il Pescara scommette su un elemento che si è messo in luce tra i dilettanti: per l'ex Cagliari ed Arzachena il contratto sarà biennale. L'idea del club con la conferma dell'attuale proprietà è quella di ringiovanire ulteriormente la rosa e l'arrivo dell'esterno basso sardo rientra in questo contesto. Piga ha avuto i primi assaggi di biancazzurro il 19 febbraio alla clinica Pierangeli con gli accertamenti medici preliminari di rito, proprio nel giorno e nel luogo in cui mister Zeman veniva sottoposto all'intervento chirurgico per l'impianto di 4 bypass coronarici, cosiddetti stent, che lo hanno costretto a chiudere anzitempo la sua avventura stagionale in panchina. Un segno del destino?

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