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Pescara Avellino 2-1: vittoria corroborante in attesa del primo scontro al vertice

Stavolta ai biancazzurri riesce la rimonta. Inizio maldestro, ma poi in un crescendo rossiniano il Pescara chiude i giochi con padronanza e supremazia territoriale. Ora si punta al tris di vittorie contro l'Empoli nel turno infrasettimanale

Dai mugugni agli applausi. Il Pescara regola la pratica Avellino inserendo il rapporto giusto per i tratti in salita e da buon scalatore raggiunge le vette della classifica. Quanta fatica, però. Questa squadra, priva di gregari all'altezza, va sotto, cade e si rialza senza lasciarsi prendere dalla paura di non farcela. La linea difensiva vede Bovo partire da titolare, mentre la "V" di centrocampo formata inizialmente da Palazzi, Brugman e Kanoutè verrà in seguito corretta nella ripresa con una mossa che fa cambiare marcia e ritmo ai biancazzurri. Davanti, confermato Pettinari al centro dell'attacco con Benali e Mancuso, ormai perfettamente recuperato.

L'avvio non è dei più confortanti. I ragazzi di Zeman restano imbrigliati e per una buona mezz'ora non riescono a costruire nulla di interessante. Anzi, subiscono le avanzate degli irpini che sfruttano pienamente ogni errore in fase di impostazione a metà campo. E' proprio su un appoggio sbagliato di Kanoutè che nasce il primo pericolo. Asencio si ritrova a tu per tu con Fiorillo e solo grazie ad un recupero miracoloso di Bovo che la traiettoria si stampa sul palo e non termina in rete. In seguito ci prova Ardemagni in acrobazia con il numero uno pescarese che non si fa cogliere di sorpresa. Sono questi due episodi che danno convinzione alla squadra di Novellino.

Il colpo del ko arriva al 22°. Fa tutto Bidaoui con una giocata alla Insigne, favorita anche dalla troppa leggerezza di Zampano che con contrasta come dovrebbe. Ma il delfino, seppur stordito, si rialza e si mette in guardia, attendendo il momento giusto per controbattere. Mancuso riceve dalla destra un invitante appoggio laterale proprio dai piedi di Zampano, facendo partire un tiro potente e centrale che non lascia scampo. Ristabilita la parità si va negli spogliatoi, con la consapevolezza di poter prevalere su un avversario temibile ma che sembra soffrire le azioni in velocità. Caratteristica questa nelle corde di Benali che ad inizio ripresa ha un piccolo lampo di genio. Troppo poco però per completare l'operazione sorpasso.

PESCARA AVELLINO, LE PAGELLE

Ecco allora che Zeman si rende conto che qualcosa (o meglio, qualcuno) non va e toglie dal campo Kanoutè, inserendo il fresco e lucido Valzania. Da questo momento la bilancia pende dal lato a noi favorevole e anche Brugman può iniziare ad occuparsi della regia. L'occasione più ghiotta della partita capita al 68° sui piedi di Zampano, capace però di sbagliare l'impossibile a tre metri dalla linea di porta, mandando alle stelle il pallone d'oro che Benali aveva confezionato. A dieci minuti dalla fine, il libico cede il posto a Del Sole e dopo pochi minuti l'impresa si compie grazie a Pettinari che torna al gol dopo parecchie settimane di astinenza.

L'azione, sviluppatasi in piena area di rigore, è caparbia con Mancuso che strappa il pallone dai piedi dell'avversario mettendo il capocannoniere nelle condizioni di segnare. Ma con questo Pescara non si è mai del tutto tranquilli. Il legno a botta sicura colpito da D'Angelo fa mettere le mani al volto dei tifosi. Il finale è comunque tutto di marca pescarese con una micidiale ripartenza che però non si concretizza.

I cinque minuti di recupero diventano sette, ma gli scheletri stavolta restano nell'armadio. Seconda vittoria consecutiva e in classifica si inizia a vedere in prima linea il Pescara che non ti aspetti, esteticamente non bellissimo ma con un suo particolare fascino. Martedì ad Empoli ne sapremo di più sulle reali potenzialità di questo organico ancora in fase di costruzione. 

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