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Venerdì, 20 Maggio 2022
Calcio

Verratti incanta contro il Real Madrid: è lui la stella al Parco dei Principi

Il centrocampista pescarese si consacra nell'ottavo di finale contro il suo ex allenatore Ancelotti: annullato Modric, oscurati anche Messi e Neymar. L'Equipe: "Quale centrocampista in Europa, in termini di corsa, tecnica e intelligenza tattica gli è superiore? Non siamo sicuri che ce ne sia uno"

Marco Verratti, un principe al Parco dei Principi. Il centrocampista del Psg è uscito assoluto trionfatore della supersfida contro il Real Madrid nell’andata degli ottavi di Champions League. Il ritorno al Bernabeu fissato per il prossimo 9 marzo: tappa obbligata per proseguire il cammino verso la finale.

Sempre al centro del gioco. Pronto a suggerire in attacco e contrastare in fiesa. Passaggi (92% di precisione, 6 quelli chiave nel match), movimenti, contrasti (vinti 8 su 13), corsa e qualità (3 dribbling su 3 andati a buon fine), tanta qualità: I parigini hanno battuto 1 a 0 la squadra di Ancelotti, il primo a volere Verratti a Parigi nove anni fa, con un lampo nel recupero di Mbappè. Giocata stellare, quella del francese. Ma i riflettori, per 90’, sono stati tutti puntati sul Gufetto di Manoppello, al massimo della sua maturità calcistica e ormai leader indiscusso della formazione di Pochettino.

Messi? Neymar? Icardi? No, Verratti. Idolo dei tifosi, risparmiato anche dalla feroce contestazione dei giorni scorsi contro i “mercenari” assoldati dalla società degli sceicchi l’estate scorsa. L’abruzzese cresciuto nel Pescara era ovunque in campo: senso della posizione, pulizia del passaggio, scelta di tempo sempre giusta. I compagni, anche le star, si affidano a lui. Il vecchio detto mettere la “palla in banca” gli si addice alla perfezione.

Tempo fa si discuteva del suo ruolo. Con Zeman all’Adriatico è esploso giocando da play davanti alla difesa: corto o lungo, il passaggio era sempre strabiliante e di categoria superiore. A Parigi lo hanno trasformato in mezzala, ruolo che ha poi ricoperto con successo anche in Nazionale, entrando nella storia con la vittoria dell’ultimo Europeo l’estate scorsa a Wembley contro l’Inghilterra.


Oggi Marco Verratti, a pochi mesi dai suoi 30 anni (il prossimo 5 novembre) è la definizione pratica e assoluta di “centrocampista moderno” o “tuttocampista”. E’ vero, gli mancano i gol. Ma nessuno come lui al mondo, oggi, sa tenere in equilibrio una squadra di primissima fascia a livello planetario con semplicità e serenità uniche. E non è facile cucire il gioco in dream team come il Psg di oggi, in cui tutti vorrebbero il pallone e tutti vorrebbero arrivare davanti alla porta avversaria per guadagnare la vetrina e i titoli sui giornali. Verratti non solo ci riesce, ma giocando con la sua naturalezza di sempre alla fine ruba la scena anche ai colleghi più celebrati. Così è diventato l’italiano più amato di Francia e ha guadagnato la prima pagina dell’Equipe qualche settimana fa, paragonato addirittura a Van Basten dopo la doppietta in campionato contro il Reims. Anche ieri, la massima espressione della stampa sportiva transalpina era in estasi per le sue giocate e la sua prestazione: "Quale centrocampista in Europa, in termini di corsa, tecnica e intelligenza tattica gli è superiore? Non siamo sicuri che ce ne sia uno. I suoi recuperi su Modric e il suo pressing costante sono stati eccezionali. Negli ultimi 30 metri ha una vera e propria chiaroveggenza. Che giocatore delizioso”.

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