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Rafia non dimentica: “In Serie A grazie al Pescara, a Zeman e... al pescarese D’Aversa"

Il talento ora in forza al Lecce si è raccontato ai canali ufficiali della Lega Serie A

Dalla Serie C alla Serie A grazie ad un non sottile filo biancazzurro. E' la storia di un sogno, la storia di Hamza Rafia che da Pescara è partito per riconquistare quella Serie A che poteva prendersi già con la celebre maglia della Juventus. Il Delfino, un Maestro di nome Zdenek Zeman e un pescarese, segnatamente Roberto D'Aversa, sono stati determinanti per la sua scalata. Che è ben lungi dall'essere finita.. Il fantasista ora al Lecce si è raccontato sui canali ufficiali della Serie A, parlando del suo trasferimento avvenuto in estate: “La scorsa stagione giocavo in Serie C con Zeman. Tanti allenatori e suoi ex giocatori venivano a vedere i suoi allenamenti. Il destino ha voluto che tra questi ci fosse anche D’Aversa. Era venuto per curiosità, ama il calcio e ama Pescara, la sua città. Ci allenavamo tutti i giorni, lì deve aver visto qualcosa in me“. Il ricordo della chiamata dei pugliesi: “Quando ho saputo che il Lecce mi stava cercando e lui era il loro allenatore ho fatto 2+2. Questa è la magia di questo sport. Certe cose succedono solo nel calcio”.

Rafia ha poi parlato del suo presente con la squadra salentina: “Come in tutte le cose ci sono alti e bassi, fa parte del gioco. Riguardando i miei primi mesi in Serie A penso stia andando bene. Sto iniziando a far vedere le mie capacità, ma ho ancora tanto da dimostrare”. Il gioiello ex Pescara è arrivato in Italia nel 2019 con la Juventus: “Sono cresciuto a Lione. Ero vicino di casa di Benzema, abitavamo nella stessa via. Ero amico di suo fratello, giocavamo nella stessa squadra del quartier. Quando segnai con la Juve Karim mi fece i complimenti. Lui conosceva Cristiano Ronaldo ed era felice di vedere un ragazzo di quartiere come me giocare con una leggenda come il portoghese”. A Pescara lo rimpiangono ancora, giustamente. Ma un talento così era impossibile da tenere dopo la beffa tremenda nella semifinale di ritorno playoff contro il Foggia. Ma anche in caso di B non sarebbe stato facile trattenere un giocatore come lui in un club che deve fare della sostenibilità la necessaria virtù per sopravvivere.

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