Giovedì, 24 Giugno 2021
Pescara calcio

Grassadonia contro tutti: "I giovani non sono stati professionali, i grandi dovevano fare di più"

Il mister, pur ammettendo le sue responsabilità, non risparmia critiche ai giocatori: "Questa era una salvezza alla nostra portata. C'è stato poco amor proprio in alcune situazioni, e questa è la cosa che mi ha fatto avvelenare di più"

Ora che la retrocessione in C è ufficiale, Gianluca Grassadonia riconosce le proprie responsabilità ma non manca di sferzare alcuni attacchi ai suoi. Nel dopo gara contro la Cremonese, il mister biancazzurro ha dichiarato:

"È finita e resta un grande rammarico, una grande amarezza. Certamente potevamo fare di più, la delusione è tantissima. Io nella mia vita non ho mai fatto un passo indietro e non sono mai scappato dalle responsabilità. Nel bene e nel male sono sempre stato presente. Oggi sono qui a commentare la partita e a prendermi le mie colpe. Con oggi si chiude una pagina e rimane una grande tristezza. Non ho altre parole, sinceramente, in questo momento".

Cosa farà Grassadonia? Rimarrà? "Non ho mai parlato del mio futuro con il presidente ma, se ci sarà la volontà di continuare con me, da parte mia c'è voglia di ripartire ed entusiasmo, con la convizione di riportare il Pescara dove merita di stare". La conditio sine qua non sembra essere quella di fare piazza pulita: "Per me è molto chiaro ed evidente che, quando c'è una retrocessione così amara, bisogna fare un repulisti importante. Se la società dovesse chiamarmi e propormi il rinnovo, direi esattamente queste parole. Le mie valutazioni personali le ho sempre esternate alla proprietà. Il Pescara dovrà ripartire soprattutto dagli uomini, che vengono prima dei calciatori. È necessario un grande desiderio di riportare il Pescara dove merita di stare, quindi secondo me va assolutamente cambiato registro".

Anche se non si devono cercare scuse, è innegabile che questa sia stata una stagione fortemente condizionata dagli infortuni: "Sono stati tanti, troppi - ammette Grassadonia - Questa squadra, per le qualità che aveva, poteva fare di più. Troppe volte siamo stati costretti a rincorrere i giocatori, a volte anche a pregarli per far sì di averli a disposizione. Questo è il mio rammarico più grande. Ci sono giovani che non sono stati professionali fino in fondo, hanno anteposto i loro problemi personali a quelli del Pescara. Diciamo che i giovani sono stati poco attenti a quella che poteva essere la dinamica del nostro campionato. Alcuni si sono frustrati da soli e hanno graffiato poco, ma anche i più grandi dovevano tirare fuori di più. Questa era una salvezza alla nostra portata. C'è stato poco amor proprio in alcune situazioni, e questa è la cosa che mi ha fatto avvelenare di più". 

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