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Martedì, 27 Febbraio 2024
Calcio

Immobile: "Il numero 17 nasce a Pescara, da lì è partito tutto. E la mia Jessica è nata il 17"

L'ex biancazzurro, ora centravanti dei recod in maglia Lazio, siè raccontato tra un'ospitata in tv (Verissimo) e l'altra (Boomerissima)

La grande scalata di Ciro Immobile è partita da Pescara. Stagione 2011-12, quella indimenticabile del calcio pescarese con la Zemanlandia biancazzurra e la conquista della Serie A dopo 20 anni dall'ultima volta. E Pescara resta nei pensieri di Ciruzzo, ora centravanti da record nella storia della Lazio, che non perde occasione per raccontare di quella stagione da dove tutto è partito. Sul rettangolo verde ma anche fuori, perchè a Pescara ha conosciuto la moglie, l'abruzzese Jessica (di Bucchianico) e perchè in riva all'Adriatico torna spesso. Ne ha parlato un mesetto fa a Verissimo, penultima ospitata tv con la moglie e madre dei suoi figli dopo quella recentissima a Boomerissima di Alessia Marcuzzi. Ma se nel programma di Rai 2, dove la coppia era inserita in squadra con Romina Carrisi, Emis Killa e Gabriele Vagnato, non ha avuto modo di parlare del passato pescarese, a Lazio Style Radio, dove ha svelato alcuni retroscena, partendo dal numero di maglia, Ciro è partito dall'esperienza in terra dannunziana per "raccontarsi".

Queste le sue parole: “Il numero 17 nasce a Pescara, era un numero che mi ha sempre attirato. Gli sono particolarmente legato perché in quell’annata è partito tutto. Poi ho conosciuto mia moglie, che tra l’altro è nata il 17. Jessica è molto ansiosa, vive malissimo la partita. È la prima tifosa, ma da quello che mi racconta chi vive la partita con lei non riesce nemmeno a vedere quando tiro un rigore. Un dramma totale. È bello poter far vedere ai miei figli quello che ho fatto. Questa è storia. Loro non so cosa vorranno fare da grandi. Cerco sempre di essere fonte d’ispirazione per loro. Io e mia moglie stiamo dando loro a essere delle brave persone. A loro fa piacere che noi li seguiamo. Sono contento che abbiano delle passioni da coltivare. Mio figlio sta anche facendo calcio, ma non l’ho spinto io. E vuole farlo, lo fa. I trofei non si possono tenere ad altezza bambino. I miei figli rompono tutto. L’albero Natale non arriva mai a Natale. Rompono sempre tutte le palline. A volte neanche su vanno bene, Mattia gioca con la palla in casa…”.

Quando giocava a Pescara non era insolito vederlo andare a pesca, nelle pause delle fatiche sul campo agli ordini del sergente Zdenek Zeman. “I primi anni che si giocava meno andavo spesso a pescare. Mi rilassa molto. C’è poca gente, è questo per me significa relax. È un hobby che coltivo anche qui a Roma, insieme a membri dello staff e magazzinieri",haraccontato.E a proposito di Sdengo: ""Il punto di contatto tra Sarri, Zeman e Inzaghi? Sono molto diversi. Quello più indecifrabile è Zeman. Quando tutto sembrava andare bene, per lui era tutto sbagliato. Era anche divertente come cosa. Ognuno di loro mi ha insegnato tante cose, ho cercato di prendere il meglio. Chi fuma di più tra Zeman e Sarri? È una bella lotta...."

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