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Vendita Pescara Calcio, cosa bolle in pentola?

Mentre continua la contestazione dei tifosi, si attendono entro un mese sviluppi con i gruppi interessati a subentrare a Sebastiani

Mentre la stagione agonistica sta entrando nel vivo con le ultime partite di regular season e poi l'appendice playoff,  in città si torna a parlare prepotentemente della vendita del club, anche sulla spinta di una contestazione nei confronti del presidente Sebastiani che non sembra placarsi e che continuerà allo stadio per la quinta gara interna consecutiva. Nei giorni scorsi a L'Aquila la Corte di Appello ha riformato anche la sentenza del Tribunale con riferimento alla impugnativa del bilancio al 30 giugno 2017 del club, che pertanto è da ritenersi valido, ed è un assist indiretto alle trattative per la cessione della società. Come dichiarato dal presidente Daniele Sebastiani in tv in occasione dello sponsor Day del 19 aprile le trattative stanno procedendo spedite ma solo entro 15 giorni si capirà se sfoceranno in un closing oppure no. Secondo quanto dichiarato dal numero 1 di casa Pescara, l'iscrizione al campionato è comunque garantita -come il rispetto delle varie scadenze imminenti - e a fine regular season si capirà se il possibile passaggio di mano si concretizzerà in tempo per programmare la prossima stagione con una nuova società oppure se sarà necessaria una proroga alle trattative in essere. In questo secondo caso, sarebbe dunque l'attuale management inizialmente a pianificare il 2024-25.
Il mese scorso il sindaco Carlo Masci aveva emesso una nota specifica lanciando un appello a tutti gli imprenditori, in primo luogo pescaresi, "affinché riflettano e prendano in seria considerazione l'opportunità" di rilevare il Pescara, per usare le sue stesse parole, assicurando massima riservatezza nel suo ruolo quasi da mediatore e sembra che qualche interlocuzuone nel frattempo sia avvenuta con imprenditori locali, ma non solo. Tutto è celato dietro il massimo riserbo, anche gli interessamenti da parte di investitori stranieri di cui tanto si parla da tempo e che sono curati da uno studio di Milano al quale si è affidato il presidente Sebastiani. In particolare, ci sarebbe un gruppo di imprenditori statunitensi intenzionato a chiudere entro giugno l'acquisto dell'intero pacchetto di maggioranza dopo la verifica dei conti e l'esame dettagliato degli aspetti economici e aziendali attraverso la due diligence, con Sebastiani che resterebbe almeno momentaneamente per concretizzare il passaggio di mano. Si spiegherebbe anche così la scelta di non impegnare la panchina biancazzurra oltre il 30 giugno dopo le dimissioni di Bucaro, anche se Cascione ha chances di restare al timone qualora l'eventuale cessione societaria non si dovesse chiudere nel breve periodo e dunque Sebastiani e i suoi attuali soci dovessero continuare. Tra i gruppi vociferati in città si parla anche di un Fondo statunitense mentre l'ipotesi Giovanni Lamioni - presidente del Grosseto in D, ex presidente della CCIAA di Grosseto e candidato alla presidenza della Regione Toscana nelle elezioni del 2015 - sembra essere naufragata sul nascere.
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