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Sabato, 21 Maggio 2022
Calcio

Nobili, cuore biancazzurro: "Pescara in B? Deve provarci in tutti i modi"

L'ex capitano del Delfino e allenatore fino al 2020 non ha dubbi: "Con gli innesti di gennaio è diventata una squadra davvero competitiva"

Scommetterebbe sul Pescara promosso in B dai play-off? "Finché c’è una speranza, bisogna provarci. Se viene ok, altrimenti pazienza. Sicuramente con i play-off si riavvicinerà la gente: è già questo un obiettivo, sia per la squadra che per la città". Bruno Nobili non indossa più lo stemma del Delfino sul petto, ma lo porta cucito sul cuore, anche adesso che è solo un tifoso dei colori biancazzurri.

Duecentocinquanta partite in campo, due serie A conquistate, per quasi un decennio nell'area tecnica biancazzurra (fino all'estate del 2020) e un amore incondizionato che ancora oggi riceve dalla città e dai tifosi di ogni generazione. “Contro il Cesena ho visto davvero un'ottima partita - dice l'ex capitano della prima leggendaria serie A - . Se avesse avuto questa squadra dall’inizio, credo che il Pescara sarebbe potuto stare in lotta con Modena e Reggiana per la promozione diretta. Gli innesti di gennaio l’hanno reso una squadra davvero competitiva”, le parole dell'ex fantasista nato in Venezuela, oggi 72enne. “A Teramo c'è stata una mezza battuta d’arresto, probabilmente ha inciso la stanchezza, poi i derby sono sempre partite complicate. Certo, per una squadra che deve vincere a tutti i costi anche quel pareggio non è un buon risultato”.


Per la B ormai se ne parlerà ai play-off, che il Pescara giocherà a fine stagione: “Lì c’è solo una cosa da fare: vincere, non servono conteggi. C’è un posto solo: devi giocartela contro tutte per vincere e non sarà facile, incrociando anche le altre migliori squadre dei gironi A e C. Ma salvare la stagione giocando i play-off è già un risultato importante per tenere alto il blasone della piazza”.

La gente si è allontanata dallo stadio: sono pochi i tifosi al seguito dei biancazzurri. I tempi dei "40mila saremo a tifar" sembrano davvero un lontanissimo ricordo: “A Pescara la squadra deve lottare per l’alta classifica per portare gente allo stadio. E siccome questa formula dei play-off di C non convince, e la gente pensa che la squadra sia tagliata dai discorsi promozione, sono in pochi sugli spalti. Quando il Pescara lotta per le primissime posizioni, la gente corre all’Adriatico. Veniamo anche da una retrocessione, che ha lasciato amarezza nell’ambiente”.

Nobili amante del bel calcio e della qualità, segue con attenzione Pompetti: “Sì, mi piace Pompetti, che già mi piaceva quando era con noi nelle giovanili. Se non si perde per strada, può fare un’ottima carriera. Già il fatto che giochi in C non è positivo: spero per lui che presto possa trovare posto nelle categorie superiori, che più gli competono. Il ruolo attuale di mezzala gli si addice, ma in futuro potrà fare pure il play”.


E gli altri giovani? “Veroli e Sorrentino non sono male. Il portiere è stato una sorpresa: si è guadagnato sul campo il posto. I giovani hanno avuto spazio in questa C”.


Sul tecnico siciliano Auteri, Nobili non si esprime, ma è fiducioso: “Auteri non lo conosco per poter avere un’idea. Non so come lavora perché non sono presente. Per giudicare bisognerebbe vedere come lavora sul campo. Ma in C ha sempre fatto bene: se ha vinto in passato con piazze importanti, può riuscirci anche a Pescara”.


Il rapporto con il Pescara chiuso nel 2020 dopo la salvezza di Perugia: "Due estati fa ci siamo salutati. Dopo la salvezza di Perugia non c’è stato più bisogno del mio operato. Nessun rimpianto né rancore. La voglia di stare sul campo, alla mia veneranda età, ce l’ho ancora. Ma in campo sono stato una vita e adesso accetto i miei limiti: largo ai giovani".

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