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Sabato, 22 Giugno 2024
Calcio

Accadde oggi, ma 31 anni fa: Il Pescara batte 5-1 la Juventus fresca di trionfo in Coppa Uefa

30 maggio 1993: un Delfino già retrocesso rifila alla Vecchia Signora quella che è una delle peggiori sconfitte nella sua storia (eguagliata solo 30 anni dopo dal Napoli poi laureatosi Campione d'Italia)

Un po' come il rosso per il toro: quando il Delfino vede bianconero si...scatena! Nella storia del Pescara Calcio la Juventus è una delle vittime preferite tra le big del calcio italiano (l'altra è la Roma, battuta due volte all'Olimpico, prima per 1-3 e poi per 0-1): storiche sono state infatti due vittorie dei biancazzurri. La prima, nell'unica stagione in A che ha avuto come epilogo la salvezza (il 7 febbraio 1988, 2-0 con reti di Junior e Pagano, allenatore Giovanni Galeone), è stata talmente importante ed eclatante da esser stata poi festeggiata da bottiglie di vino celebrative, ma è quella di 5 anni dopo ad essere entrata nella storia fino a diventare una partita leggendaria: il 5-1 del 30 maggio 1993 con il quale un Pescara già retrocesso ha regolato una Juve che aveva appena vinto la Coppa Uefa. E che era persino andata in vantaggio. 

La Juventus, nella sua storia ultracentenaria, ha perso soltanto sette volte per 5-1, l'ultima contro il Napoli l'anno scorso al Maradona nell'anno trionfale dei partenopei di Spalletti, alla fine diventati con largo anticipo Campioni d'Italia. L'ultimo ko così ampio prima della disfatta in Campania, con medesimo risultato, risaliva a 30 anni prima, proprio alla gara dell'Adriatico di quel celebre 30 maggio 1993. Il Pescara, già retrocesso da settimane (ma che nel frattempo aveva anche battuto 3-0 il Napoli), subì dopo due minuti la rete di Ravanelli che sembrava aprire la strada ad una goleada da parte di una squadra di grande blasone che solo pochi giorni prima aveva conquistato la Coppa Uefa. Non andò esattamente così.... A guidare la rimonta dei biancazzurri, che poi si trasformò in goleada ma di segno opposto rispetto alle previsioni, fu proprio Massimiliano Allegri, all'epoca giocatore del Delfino ed oggi tecnico appena esonerato dalla stessa Juventus dopo le intemperanze al termine della Finale di Coppa Italia (comunque vinta dai bianconeri): Il Conte Max segnò il pareggio su rigore. A questa rete, che sembrava il classico colpo di coda di fine stagione di una squadra ormai prossima a salutare la massima serie, seguirono invece i gol del compianto Borgonovo, di Martorella (che poi divenne il primo giocatore ad aver segnato almeno una rete dalla Terza Categoria alla Serie A) e di Palladini (che è poi divenuto il centrocampista con maggior numero di presenze e gol in biancazzurro), oltre ad un autogol di Carrera. In panchina per la Juventus c'era Giovanni Trapattoni, su quella del Pescara il compianto Vincenzo Zucchini, il Capitano dei Capitani che in più vesti ha scritto la storia del club al punto che la sua maglia numero 4 è stata l'unica ad essere ritirata. Lo stadio Adriatico quel giorno era sold out, nonostante un Pescara già retrocesso, perchè arrivava la Zebra che si era issata sul tetto dell'Europa meno nobile e che aveva in organico tanti campioni, a partire da quel Roby Baggio che appena 6 mesi dopo conquistò il Pallone d'Oro. Ma più che il cosiddetto Divin Codino ed i suoi compagni, ad incantare in quel caldo pomeriggio di fine maggio fu una squadra che poi tornò in A dopo 20 anni grazie alla cavalcata strairdinaria di una banda di ragazzini guidati da un certo Zdenek Zeman. 

IL TABELLINO 

Stadio Adriatico di Pescara, 30 maggio 1993, ore 16.30

Pescara: Marchioro, Alfieri, Sivebaek, Dunga, Dicara, Nobile, De Juliis, Palladini, Borgonovo, Allegri (dal 87° Massara), Compagno (dal 83° Martorella). A disposizione: Savorani, Rosone, Sliskovic. Allenatore: Zucchini

Juventus: Peruzzi, Carrera, Marocchi (Dal Canto dal 54°), Galia, Kohler, Julio Cesar, Di Canio (dal 69° De Marchi), Conte, Ravanelli, R. Baggio, Moller. A disposizione: Rampulla, Torricelli. Allenatore: Trapattoni

Arbitro: Quartuccio di Torre Annunziata

Marcatori Ravanelli (J) 2°, Allegri (P) su rig. 32°; Borgonovo (P) 50°, Carrera M. (J) aut. 59°, Martorella (P) 86°, Palladini (P) 90°.

Espulso Moller al 73°

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