Mercoledì, 23 Giugno 2021
Pescara calcio

La figlia di Grassadonia presenta denuncia ai carabinieri, si cercano 2 ragazzi: "Deve perdere se no non torna più a casa"

Vigilia di Pescara-Salernitana, partita decisiva per la promozione diretta in Serie A dei campani, sempre più tesa dopo che la figlia del mister biancazzurro è stato avvicinato due 2 ragazzi con cappuccio e volto coperto dalla mascherina

La figlia di Gianluca Grassadonia, allenatore del Pescara, ha presentato denuncia ai carabinieri di Salerno oggi, domenica 9 maggio, dopo l'aggressione subita nella serata di ieri nel centro cittadino.
Come riferisce SalernoToday, ci sono in corso accertamenti da parte dei militari dell'Arma su quanto accaduto, in parte raccontanto dalla moglie di Grassadonia con una condivisione su Facebook.

L'episodio si è verificato ieri sera dopo le 22 in una zona del centro di Salerno.

La ragazza sarebbe stata avvicinata da due ragazzi che, con cappuccio e volto coperto dalla mascherina, l'hanno spinta, rivolgendole alcune frasi in dialetto relative alla partita di domani tra Pescara e Salernitana: «Deve perdere se no non torna più a casa», il concetto in estrema sintesi. La ragazza è riuscita ad allontanarsi e a raggiungere la propria abitazione. In mattinata, poi, l'episodio è stato denunciato ai carabinieri che, adesso, sono al lavoro per risalire all'identità dei responsabili. La Questura ha intanto predisposto un servizio di controllo preventivo per garantire la sicurezza dei diversi familiari di Grassadonia. 

Il tifo organizzato della Salernitana si dissocia dal brutto episodio che, evidentemente, non ha niente a che fare con i veri tifosi. Il Direttivo Ultras: «Apprendiamo da alcune testate giornalistiche e testimonianze di alcuni amici del grave episodio avvenuto alla figlia di Grassadonia allenatore del Pescara da parte di alcuni ragazzi. Aggressioni verbali e minacciose inerenti alla prossima gara ad una ragazza che non ha colpe. Prendiamo le distanze da tali personaggi che non hanno nulla a che fare con il vero tifo salernitano. Da ultras ci sentiamo responsabili di dare insegnamento ai ragazzi in curva perché prima di tutto siamo uomini e padri. Questo schifo è solo frutto di cattivi esempi e sporca il nome di Salerno. Vergognatevi! Ci sentiamo di essere solidali, inoltrando un forte abbraccio a sua figlia Paola».
Gli Ultras Centro Storico: “Domani saremo all’ultimo atto di una stagione fantastica che ci sta permettendo di sognare. Qualcuno però non meriterebbe ciò. Qualcuno è venuto meno all’etica e ai valori che noi ultras portiamo avanti con enormi sacrifici. Qualcuno in modo vile ha tentato di infangare quanto di buono fatto in questi anni. Qualcuno non merita di essere Salernitano. Qualcuno ha mancato di rispetto a chi come noi da sempre porta in alto il nome della città. L’euforia di questi giorni non deve portare a gesti che non rappresentano il nostro stile di vita. Essere Ultras non è questo. Poniamo le nostre scuse alla famiglia Grassadonia per l’accaduto». 
Il Direttivo Salerno: «Un punto per marcare la differenza.Parole, gesti, azioni devono trovare sempre la giusta via.Dalla viltà di quanto accaduto prendiamo le dovute distanze. Condanniamo senza mezzi termini un gesto vile che non rappresenta la cultura e il modo di fare della nostra tifoseria e del nostro modo di essere ultras. Solidarietà a Paola». 

Arriva anche il commento del sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli: «Un abbraccio alla famiglia Grassadonia. Auspichiamo un rapido e chiaro accertamento di fatti e responsabilità. Non permetteremo a nessuno d'infangare Salerno e di oltraggiare la civile e corretta passione granata confondendola con il gesto di qualche isolato sconsiderato».

La Lega Serie B con il presidente Mauro Balata «esprime solidarietà alla famiglia Grassadonia, dopo la spregevole aggressione, sotto casa, di Paola, figlia appena diciottenne del mister del Pescara. Un gesto vile, barbaro che non ha diritto di cittadinanza nel calcio e nella Serie B, ad opera di personaggi che nulla hanno a che fare con una tifoseria civile come quella di Salerno».

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