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Accadde oggi, 9 giugno, ma del 2016: l'ultima promozione in Serie A del Pescara

Con Oddo alla guida è stata scritta l'ultima (finora) pagina felice di storia biancazzurra prima di un declino che ha portato a 4 campionati di C di fila

9 giugno 2016: in Sicilia, nella finale di ritorno dei playoff di Serie B, è stata scritta l'ultima bellissima pagina di storia del Pescara. Quel giovedì di esattamente 8 anni fa, infatti, il Delfino all'epoca guidato da Massimo Oddo riuscì a piegare il Trapani dell'ex Serse Cosmi nella doppia sfida della stagione e raggiunse così Crotone e Cagliari nella massima serie. Quella sera al Comunale di Trapani (dove due anni prima proprio il Delfino fu l'avversario dei locali nella prima, storica gara interna della loro storia in cadetteria) il Pescara e il suo tecnico Oddo si presero la rivincita contro un destino beffardo e amaro. Esattamente un anno prima, infatti, il sogno Serie A si infranse su una traversa di Bologna in pieno recupero: il legno respinse un colpo di testa di Melchiorri che poteva valere la promozione, che andò invece in tasca ai felsinei che in regular season si erano classificati meglio in graduatoria. Un anno dopo Pescara diventa una città in festa al triplice fischio della seconda partita contro i siciliani. Il leader di quel Delfino era Gianluca Lapadula, poi ceduto per circa 10 milioni al Milan, che si laureò capocannoniere del campionato e trascinò la banda Oddo dalla prima all'ultima giornata. Quel Pescara, complice una bruttissima flessione tra marzo e aprile, concluse il campionato al quarto posto con 72 punti, dietro il Trapani rivelazione del campionato. Ai playoff i biancazzurri vinsero 2-0 al “Piola” contro il Novara di Baroni e 4-2 all'Adriatico sempre contro i piemontesi. L'ultimo atto vede il Pescara affrontare il Trapani. In Abruzzo due le reti (di Benali e Lapadula) consentirono all'equipe di Oddo di poter giocare senza ansie al “Comunale” di Trapani. Esattamente il 9 giugno, 365 giorni dopo quella traversa colpita da Melchiorri a Bologna, il Pescara conquistò la Serie A. Il gol di Citro dopo 5 minuti spaventò i tifosi pescaresi, ma un gol da 30 metri di rara bellezza di Valerio Verre fece partire una festa che ancora oggi si ricorda. Da allora sono stati solo bocconi amari per il popolo biancazzurro. Nella stagione successiva, infatti, a suon di record negativi il Pescara con larghissimo anticipo certificò un'amara retrocessione, forse la peggiore della sua storia in A. L'anno dopo ci fu salvezza all'ultima giornata con Pillon in panchina, dopo che si era iniziato con Zeman al timone e poi Epifani. L'anno dopo una parentesi felice col Baffo da Preganziol in sella: semifinale playoff di B, eliminati beffardamente dal Verona quando già si gustava una nuova doppia finale con in palio la A. Poi l'inesorabile declino. Nell'anno del Covid il Pescara targato Zauri-Legrottaglie-Sottil retrocede sul campo, ma i guai del Trapani (proprio i siciliani!) portarono i biancazzurri a disputare il drammatico playout con il Perugia. Alla lotteria dei rigori ad oltranza il Delfino spedì il Grifo in C, ma quella stagione non servì da lezione alla società. L'anno dopo altri 3 allenatori (Oddo, Breda e Grassadonia) e retrocessione senza appello in C. Adesso con quella che sta per iniziare, la 2024-25, saranno 4 le stagioni in C consecutive, regord negativo per il Pescara nell'ultimo mezzo secolo. Ecco perhcè quel 9 giugno del 2016 è ancora così tanto caro al popolo pescarese...

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