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Le associazioni sportive protestano per la mancata riapertura delle Naiadi: "Ora basta"

Club Aquatico, Gollum Climbing e Swim Action pronte a manifestare già dai prossimi giorni di fronte al municipio per chiedere un confronto pubblico fra utenza sportiva, Regione e Comune

Si alza il grido delle associazioni sportive danneggiate dalla prolungata chiusura delle Naiadi. In una lettera firmata da Club Aquatico Pescara, Gollum Climbing e Swim Action si evidenzia in modo deciso che occorre trovare il modo più rapido e più funzionale per fare riaprire la fondamentale struttura sportiva. I club in questione dicono no a ipotesi puramente politiche e a paventate soluzioni di gestione pubblica, che "già in passato - affermano - hanno portato ad esiti fallimentari che ricordano vagamente l'azienda di soggiorno e i suoi risultati disastrosi. Il Comune, invece di essere una garanzia per una rapida riapertura - ripetono le associazioni - sta di fatto ponendo un freno alle soluzioni delineate tramite un project ventennale, viste le mancate competenze al suo interno che andrebbero reperite mediante lunghe procedure di evidenza pubblica. L’impianto ha bisogno di immediati e cospicui investimenti che in nessun caso possono essere garantiti, nei tempi richiesti, da una gestione pubblica". 

Ogni giorno che passa, denunciano i club firmatari, "le condizioni stesse della struttura si deteriorano sempre più e potrebbero non rendere più sostenibile alcuna azione da parte di un privato che rischia i propri capitali". Ricordiamo che le associazioni sportive che chiedono a gran voce la riapertura delle Naiadi sono portatrici di numeri importanti, con migliaia di atleti tesserati, tra cui molti giovani di interesse nazionale che sono costretti a girovagare da mesi per potersi allenare. Lo stesso Club Aquatico sta per disputare i play off di pallanuoto maschile serie B senza avere una sede per la preparazione e per le partite. L'associazione Gollum Climbing Academy, da quasi 13 anni a Le Naiadi, è riuscita a portarsi ai vertici delle classifiche con ben 3 atleti in nazionale e una squadra giovanile tra le più forti d'Italia; il suo presidente, Roberto Cantalini, si dice "scoraggiato" da queste "altalene gestionali":

"Abbiamo visto la nostra struttura di arrampicata deteriorarsi e marcire anno dopo anno, nonostante tutti i nostri sforzi anche economici, abbiamo bisogno di continuità,  per poter avere progettualità futura. Il nostro obiettivo sono le Olimpiadi di Parigi 2024, ma siamo completamente disarmati senza una valida parete di allenamento! Siamo convinti che il project di Pomilio, proprio grazie alle caratteristiche di lunga durata e di investimenti, abbia tutte le carte in regola per fare della struttura il fiore all'occhiello per tutti quei ragazzi che vogliono fare dello sport ed in particolare dello sport agonistico, una ragione e uno stile di vita!".

Le associazioni sportive vogliono quindi per Le Naiadi "una società tecnicamente capace e pronta a riaprire in 20 giorni e soprattutto che non debba attendere le lunghe burocrazie legate a una gestione pubblica". Vogliono che "ognuno si assuma le proprie responsabilità davanti ai cittadini" e ribadiscono di attendere il project financing da tempo, tanto è vero che "tutto quello che è stato fatto negli ultimi anni (gli ultimi bandi), inclusa la precedente amministrazione regionale, doveva servire da ponte proprio verso questo grande progetto, legato ad un nome di alto profilo, quello di Amedeo Pomilio, pescarese prima e abruzzese poi, garanzia di attenzione verso il nuoto, la pallanuoto e l'agonismo in generale".

Bisogna quindi, ripetono le associazioni, dare subito il via ad un progetto, legato ad un impegno di svariati milioni di euro, garanzia importante per l'efficientamento energetico dell'impianto e per porre le basi ad un modo finalmente nuovo di intendere lo sport, almeno per l'Abruzzo. È importante avere la possibilità di una gestione a lungo termine, che dia una visione strategica ed una garanzia di stabilità per atleti, famiglie e dipendenti tutti fino ad oggi lasciati nell'incertezza.

Il presidente del Club Aquatico, Riccardo Fustinoni, afferma: "Siamo molto preoccupati del futuro delle nostre associazioni. È grave questa querelle politica, di questo passo si riaprirà forse tra mesi e mesi. Invece l’impianto ha bisogno di una società tecnicamente capace e pronta a riaprire in tempi strettissimi e non attendendo le lunghe burocrazie legate a una gestione pubblica. Inoltre, è falsa la teoria per la quale privato e pubblico non possono lavorare fianco a fianco in maniera onesta  produttiva e con successo. Come peraltro dimostra la collaborazione del Club Aquatico Pescara con la Provincia di Pescara, che da cinque anni porta avanti una gestione esemplare proprio con la Piscina Provinciale".

Le associazioni sono pronte a manifestare già dai prossimi giorni con più di 600 atleti, proprio di fronte al municipio, per chiedere un confronto pubblico fra utenza sportiva, Regione e Comune.

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