Domenica, 21 Luglio 2024
Sport

"Ascoli-Perugia rifiutata da Pescara per motivi di rivalità calcistica": la polemica di Abodi

Il presidente della Lega di Serie B attacca il Comune accusandolo di non essere solidale. E Palazzo di Città gli risponde: "Non esiste alcun tipo di condizionamento e la nostra resta una città accogliente"

Rischia di trasformarsi in un caso la marcia indietro "calcistica" del Comune di Pescara, che avrebbe prima acconsentito all'idea di far giocare Ascoli-Perugia oggi pomeriggio presso lo stadio Adriatico, per poi ripensarci a poche ore di distanza. Quanto meno era questa la versione (prontamente smentita) trapelata dai soliti "ben informati".

Il risultato è che la partita si disputerà domenica 20 novembre al Del Duca di Ascoli Piceno, ma a porte chiuse perchè l'impianto marchigiano è attualmente pericolante causa terremoto. Il presidente della Lega di Serie B, Andrea Abodi, non l'ha presa bene anche perchè non è stata solo Pescara a negare la propria disponibilità, ma c'è stato pure un altro rifiuto: quello di San Benedetto del Tronto. Poichè entrambe le città "vantano" una rivalità sportiva con l'Ascoli, Abodi ha interpretato tutta la vicenda in maniera negativa.

E se a ciò si aggiunge la contrarietà espressa ufficialmente dai tifosi biancazzurri in merito alla possibilità di ospitare all'Adriatico la gara tra il Picchio e il Perugia, il quadro è completo. Abodi ha attaccato l'amministrazione Alessandrini accusandola di non essere solidale. E Palazzo di Città ha dovuto rispondere diramando la seguente nota:

“Pescara era e resta una città accogliente. Anche sotto il profilo sportivo e calcistico è stato ed è così: questo il presidente Abodi lo sa bene, perché grazie ai rapporti di piena collaborazione conosce altrettanto bene la nostra città, la collocazione e situazione dello Stadio e le difficoltà di organizzare una partita come Ascoli-Perugia in meno delle 48 ore previste per una partita a rischio in una zona dove erano stati per tempo programmati eventi e attività istituzionali. Peraltro da parte del Comune, così come non è mai stata data la disponibilità salvo verifcarla, non è mai stata nemmeno negata la possibilità di svolgere l'incontro a porte chiuse: per queste ragioni risulta davvero incomprensibile il tono preso dalla vicenda e le polemiche che la stessa Lega ha sollevato a mezzo stampa quando abbiamo manifestato il nostro diniego, cosa accaduta poche ore dopo la richiesta e non a 24 ore dall'incontro, come qualcuno afferma. Non esiste alcun tipo di condizionamento, poi, da parte delle tifoserie, anche perché la richiesta ci è giunta giovedì pomeriggio e le tifoserie si sono espresse quando l'avevamo già declinata: alle 13 ce lo hanno chiesto e alle 20 abbiamo detto che non era possibile farla a porte aperte perchè troppe erano le controindicazioni logistiche e sulla sicurezza, nonché gli eventi previsti nell'area. Non solo ai vertici della Lega abbiamo risposto da subito che avremmo dovuto verificare la fattibilità della cosa, perché è impensabile che si possa disporre di una struttura che non appartiene a noi, ma alla città, né che si possa pretendere di condizionare la vita e i programmi di un'area vasta, densamente abitata e piena di attività commerciali e strutture culturali, a meno di 48 ore dal verificarsi di un evento che ne avrebbe richiesto la blindatura. Questi i fatti. Nessuna preclusione o pregiudizio: in ogni caso, va ripetuto, non è mai venuta meno da parte nostra la possibilità di svolgere la partita a porte chiuse, perché questo non avrebbe creato problemi alla città e agli eventi”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Ascoli-Perugia rifiutata da Pescara per motivi di rivalità calcistica": la polemica di Abodi
IlPescara è in caricamento