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Il pescarese Francesco Di Fulvio è il nuovo capitano della Nazionale Italiana!

Il fuoriclasse 30enne della pallanuoto è faro e guida degli Azzurri che puntano alle Olimpiadi di Parigi

Obiettivo Parigi per i Giochi Olimpicidel 2024 per  il Settebello, guidato dal commissario tecnico Alessandro Campagna, e per il fuoriclasse pescarese della disciplina, Francesco Do Fulvio. E proprio il giocatore figlio e fratello d'arte sarà il perno degli Azzurriper la grande stagione che aspetta le calottine tricolori e che culminerà con le Olimpiadi in Francia ancora oggi da conquistare. In mezzo gli europei di Zagabria (4-16 gennaio) e i mondiali in Qatar (2-18 febbraio) che distribuiranno tre pass olimpici. Ma il nuovo inizo del team riguarda anche la fascia di capitano che passa da Marco Del Lungo, ora co-capitano, proprio a quella della freccia azzurra che di nome fa Francesco Di Fulvio.

Per il bomber trentenne pescarese un riconoscimento ed una responsabilità importante che coronano una carriera sempre al top che nel 2022 lo portarono ad esser incoronato miglior giocatore del mondo: "E' un orgoglio per me e sono onorato di esser capitano di questa squadra e di questi ragazzi. Per me sarà uno stimolo in più a far meglio perchè so che possono ancora migliorare - spiega l'attaccante azzurro campione del mondo a Gwangju 2019. Sarà un percorso lungo quello che inizierà domani sera qui a Cagliari con l'obiettivo della qualificazione olimpica. Passeremo attraverso Europei e Mondiali in un mese e mezzo e vedremo come andrà. Sarà un periodo lungo, stressante ma anche stimolante. La qualificazione non deve essere un'ossessione ci si deve arrivare con calma. Bisogna ripartire da quanto abbiamo fatto di buono a Fukuoka l'anno scorso dopo la delusione dei quarti contro la Serbia. Bisogna giocarci partita dopo partita già da questi tornei che sono allenanti come dice il mister. Australia, Francia e Montenegro hanno caratteristiche differenti ma sono tutte e tre ottime squadre, lo spettacolo sarà assicurato". 

Il Cittì Campagna spiega il motivo della scelta del nuovo capitano e traccia la via verso il sogno a cinque cerchi: "Abbiamo fatto un'analisi molto profonda dopo Fukuoka e ho deciso di cambiare per avere un capitano che giochi in attacco. Marco rimane per me un punto di riferimento, ma ora ho voluto dare maggiore responsabilità a Francesco Di Fulvio che insieme ad alcuni altri giocatori è il catalizzatore del gioco, anche per cercare di innalzare il livello e la qualità dello stesso. Ho fatto questo tentativo di dare un miglioramento alla squadra e vediamo se produce i suoi frutti. Cambiare nei momenti più difficili non è una cosa negativa, è poter dare un maggiore filo conduttore alla squadra. Ne abbiamo parlato ai ragazzi, da persone intelligenti l'abbiamo capito e nel tempo vedremo. Ci siamo dati degli obiettivi con tutti, che sono quelli di lavorare su piano fisico in questi quindici giorni che mancano all'Europeo, proprio perché hanno giocato tanto ed hanno bisogno di un richiamo. Stanno rispondendo benissimo e sono molto motivati. Poi su piano del gioco abbiamo tempo di migliorare con altre partite. Noi abbiamo come obiettivo il raggiungimento della qualificazione olimpica. Siamo focalizzati su questo target, poi se attraverso la qualificazione arrivano anche delle medaglie tra europei e mondiali saranno ben accette. Noi dobbiamo pensare a ottenere la qualificazione perché l'obiettivo principale stagionale deve essere l'Olimpiade. Sappiamo che è una fase di passaggio molto delicata, dove ci sono tante valutazioni da fare soprattutto riguardo la condizione fisica dei ragazzi, dal numero di partite che hanno giocato, dagli infortuni etc.. Faremo dei test in queste sei partite che giocheremo tra Sardinia Cup e Torneo di Malta, proprio per cercare di capire la situazione. Farò giocare tutti perché voglio valutare lo stato di salute dei giocatori per poter scegliere al meglio tra i due tornei internazionali. E' molto probabile che non sia la stessa squadra a disputare le due competizioni. Lo spirito è quello di una squadra che sa di essere competitiva ed io ho grande fiducia. Può essere una stagione con enormi soddisfazioni, ma noi dobbiamo pensare sempre che ci sarà da soffrire, da lottare e da guadagnare sul campo le vittorie; nessuno ci regalerà niente. Dalla sconfitta contro la Serbia nei quarti di finale dei mondiali a Fukuoka, che 9 volte su 10 probabilmente se la rigiocassimo la vinceremmo, ad oggi molte cose sono cambiate: gli stessi campioni olimpici si sono ulteriormente rinforzati con il mancino Mandic, ma anche la Croazia ha migliorato il roster. Noi siamo competitivi e sicuramente per battere l'Italia chiunque dovrà sudare le famose sette camicie".

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