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Alessia Iezzi si conferma campionessa: la storia del tiro a volo parte da Manoppello

La 25enne atleta del gruppo sportivo carabinieri, ha appena vinto una tappa della Coppa del Mondo in India. Ancora poche persone però conoscono la sua storia, che nasce dalla sua famiglia e da una tradizione che viene dall'hinterland pescarese

Alessia Iezzi

Nel 2017 aveva ottenuto un sorprendente successo alle finali di Coppa del Mondo di tiro a volo, specialità trap, qualche giorno fa una conferma sempre in Coppa del Mondo, stessa specialità ma stavolta in squadra mista, e stesso luogo magico. A Nuova Delhi, in India, Alessia Iezzi è ormai quasi di casa e soprattutto sta diventando un idolo. La 25enne di Manoppello, tesserata per il gruppo sportivo dei carabinieri ha dominato in coppia con Valerio Grazini: prima le qualificazioni guadagnandosi il primo posto nel medal match per l’oro e l’argento con un ottimo 145/150 (72 punti la Iezzi e 73 Grazini); quindi, nella finale hanno affrontato gli slovacchi Zuzana Rehak Stefecekova e Adrian Drobny, rispettivamente numero uno e 84 del ranking mondiale. Gli azzurri hanno guidato il match fino alla fine, vincendo con 39/50 a 36/50 (21 punti la Iezzi e 18 Grazini).

"Sono felicissima, perché confermarsi a certi livelli non è mai facile. A maggior ragione in questo caso, perché con l'emergenza pandemica in corso è stato complicato anche logisticamente raggiungere l'India e gareggiare in buone condizioni. Tra un tampone e l'altro, con una temperatura di 35 gradi sul campo e vivendo nella cosiddetta bolla per svariati giorni. A cosa punto adesso? So che questo è l'anno olimpico ed è il sogno di tutti, ma realisticamente non penso affatto alla convocazione perché credo che ci siano altre atlete più quotate. Vedremo, io preferisco godermi ogni momento e ogni gara, poi chi dovrà valutare lo farà".

Una Alessia Iezzi profondamente maturata rispetto al primo clamoroso successo mondiale del 2017, che quando si parla di vittorie tiene sempre a precisare: “Per importanza, a scendere, le tre manifestazioni più importanti sono Giochi Olimpici, Mondiali e Coppa del Mondo. Ecco, diciamo che il primo step l'ho fatto, adesso mi mancano gli altri due”. Da tenere presente che qualche mese fa aveva anche conquistato il titolo italiano, davanti anche alla campionessa olimpica Jessica Rossi (terza).

Ma la particolarità di questa ragazza è che tutto nasce... in casa. Il papà ha il centro Sant'Uberto che si trova proprio a Manoppello, dove praticamente lavora tutta la famiglia e che negli anni è diventato uno dei punti di riferimento del tiro a volo italiano, un luogo magico dove praricare questo sport. Il Sant'Uberto è stato fondato nel lontano 1979 dai pionieri Carmine Iezzi (nonno di Alessia), Bruno Angelozzi e Emilio Farinaccia. Oggi il presidente è Marcella Olivieri (mamma di Alessia).

“E infatti io ho cominciato proprio qui a tirare, avevo appena dieci anni e ho sempre incrementato la mia passione. Mio papà Antonello è colui con cui mi alleno, mio fratello invece si chiama Emanuele e anche lui pratica questo sport. Devo dire che è molto bravo. La mia giornata è praticamente casa e... campo di allenamento. Due sedute di tiro quotidiane, ma c'è anche la palestra e poi, la sera, divano e tv!”.

Le amicizie le hai nel mondo dello sport o sono quelle tue storiche? “Purtroppo di amici storici ne ho pochissimi, ma sono veri. Praticare questo sport professionalmente mi porta spesso a girare il mondo, per cui frequento molto i miei colleghi e colleghe del tiro a volo. Ma le mie radici sono qui in Abruzzo, assolutamente, è il luogo dove cerco di preparare in serenità i miei successi”.

Manoppello ombelico del mondo del tiro a volo, pochi lo sanno, ma qui si nasconde un'altra perla d'Abruzzo.

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