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Martedì, 17 Maggio 2022
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Coldiretti dice basta, i cinghiali sono troppo

Dopo che un esemplare passeggiava indisturbato sul lungomare pescarese, l'associazione dei coltivatori torna alla carica per chiedere interventi per questa vera piaga.

Ancora un incontro ravvicinato di un certo tipo, quello che cittadini e turisti hanno avuto sulle spiagge di Pescara. Un esemplare di cinghiale sceso dalle montagne d’Abruzzo se ne stava tranquillamente passeggiando sul lungomare della nostra città. Se da un lato la notizia può apparire anche simpatica di certo il numero crescente di questa specie è un serissimo  problema per le regioni del centro Italia.

La presenza massiccia e incontrastata di cinghiali si sta ripercuotendo in primis sull’agricoltura mettendo seriamente a rischio raccolti stagionali, ma anche in casi estremi l’esistenza stessa di alcune aziende. Per questo è intervenuta la Coldiretti Abruzzo con una lettera al Presidente della Regione Luciano D’Alfonso, nella quale si solleva come il problema sia diventato un vero dramma per le aziende agricole, oltre che un pericolo per i cittadini.

“Il diffondersi di questa specie di animali ha assunto proporzioni incredibili, con danni economici, ambientali e morali enormi - scrivono nella lettera il presidente regionale Domenico Pasetti e il Direttore Alberto Bertinelli - si tratta di una vera ‘emergenza’ per gli imprenditori agricoli e una importante preoccupazione che inizia a farsi strada tra i semplici cittadini, che mai come oggi si vedono ‘a faccia a faccia’ con una specie pericolosa e incontrollabile”. I vertici di Coldiretti Abruzzo evidenziano che “non basta, oggi, dire “lo avevamo detto”, né serve ricordare i tantissimi tentativi di confronto con le amministrazioni interessate per arrivare ad una soluzione condivisa del problema.

Siamo di fronte ad un problema che, in questi anni, mentre l’agricoltura progrediva e migliorava, è rimasto uguale a se stesso. Anzi è peggiorato diventando un’emergenza non solo economica, ma sociale e sanitaria, come ha evidenziato anche il nostro presidente nazionale Roberto Moncalvo nell’incontro territoriale che si è svolto a Firenze lo scorso 4 giugno, alla presenza del ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, di ben 5 assessori regionali all’agricoltura e di diecimila soci”.

Per Coldiretti Abruzzo è necessario una volta per tutte una svolta su una emergenza diventata incontrollabile. “Oggi è necessario passare ai fatti - scrivono - E ci rivogliamo a Lei per fronteggiare l’evidente rimpallo di responsabilità a cui assistiamo quotidianamente. Chiediamo il Suo intervento diretto - rincarano presidente e direttore - affinchè le istituzioni coinvolte, a tutti i livelli, pongano in essere interventi finalmente risolutivi”.

Coldiretti Abruzzo non chiede semplicemente indennizzi  o risarcimenti. “Non bastano più palliativi o provvedimenti tampone - conclude la lettera a D’Alfonso - Oggi più che mai abbiamo bisogno di un’azione forte, coordinata e decisiva verso un problema che non è più un aspetto marginale dell’economia, ma un tassello importante per il futuro delle imprese agricole e per la sicurezza dei cittadini, soprattutto di quelli che vivono nelle zone interne. Un problema purtroppo spesso strumentalizzato, su cui non si può ulteriormente soprassedere”.

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