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Domenica, 28 Novembre 2021
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"Mare Monstrum", a Pescara c'è ancora molto da fare

Per il dossier annuale di Legambiente sono ancora parecchie le cose da migliorare in Abruzzo per quanto riguarda i mari. Tragica la situazione del mancato dragaggio che ha portato a perdite per 90 milioni di euro.

Nel dossier "Mare Monstrum 2013" di Legambiente, l’associazione ambientalista fa il punto della situazione dei mari italiani e ovviamente le notizie non positive riguardano anche l’Abruzzo.

Il primo tema affrontato è quello dell’abuso edilizio per il quale la costa dei Trabocchi si piazza al dodicesimo posto a livello nazionale, con 31 infrazioni accertate, 57 individui tra denunciati e arrestati e 16 sequestri effettuati. Le infrazioni riguardano i tentativi di costruzioni di residence, villaggi, camping e lidi spesso riusciti grazie a lottizzazioni ottenute in maniera poco trasperente. Tra i casi più importanti vi sono nel chietino il residence di Cono a Mare, il Molino Village e il Resort di San Vito Chietino, mentre per quanto riguarda la riviera pescarese il caso più importante  è stata l a sentenza della Corte di cassazione,  che ha bocciato lo stabilimento balneare “Les Paillottes” dell’imprenditore  Antonio De Cecco. In Appello il cavaliere De Cecco era stato condannato a undici mesi e 39 mila euro di multa per abusivismo edilizio. Ora parte delle opere realizzate dovranno essere demolite. L’imprenditore ha dichiarato alla stampa: “ Rispetto la sentenza e adeguerò la struttura, ma ho agito in buona fede. Sono certo che Les Paillotes, tornerà con una nuova fisionomia, ancor più attraente di quella originaria. Almeno questo è il mio proposito.”


Altra tematica trattata nel dossier è quella dell’accessibilità alle spiagge, problema sempre più rilevante. Spesso sulle coste italiane la distesa di stabilimenti balneari è praticamente interminabilein particolare sull’Adriatico. Sono circa 12.000 gli stabilimenti balneari sulle coste italiane che complessivamente occupano  18 milioni di metri quadrati. Ci vorrebbe anche in Italia un sistema di trasparenza totale a tutela del demanio, che fino ad ora è sempre mancato. Per Legambiente occorre una percentuale certa di litorale che va lasciato libero da strutture, in Puglia è sancito al 60%, e   regolare il periodo delle concessioni ad un  massimo di 6 anni, rendendo obbligatorio un sistema di gare pubbliche per la selezione, che includa come principali i parametri di sostenibilità ambientale, cosa che già succede in altri stati europei. La Regione Abruzzo ha una legge in materia. Il Pdm (Piano del demanio marittimo) stabilisce che in ogni comune debba esser riservata alla libera e gratuita fruizione almeno il 20%  della superficie complessiva della spiaggia. Ogni comune deve inoltre prevedere, su queste aree, accessi alla battigia e servizi minimi essenziali in particolare per le persone disabili. Questi presupposti sono delle buone basi dalle quale ripartire e ampliare la tematica, ma non possono essere certamente considerate un punto di arrivo.


Una nota di demerito a Pescara va anche per quanto riguarda il fenomeno dell’insabbiamento dei porti, che ha procurato danni economici davvero importanti alle attività dei pescehrecci. Bloccati per circa un anno in porto, a causa del mancato dragaggio, Legambiente quantifica le perdite in circa 90 milioni di euro nel settore, perdite che hanno portato alla distrutto circa 51 imprese di pesca, oltre alla cancellazione del collegamento marittimo con la Croazia, che causato perdita di turisti e l’inevitabile crollo delle prenotazioni registrate negli alberghi costieri. A complicare ulteriormente la situazione è stato l’incidente che poche settimane fa ha visto un moto-pontone, impegnato nel dragaggio  scontrarsi con l’arcata del Ponte del mare, causando la chiusura del ponte e circa 30 mila euro di danni.

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