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Movida e tavolini, un residente di via Piave: "A volte fatichiamo anche solo per poter rientrare a casa"

Avevano posizionato delle fioriere davanti al proprio portone per limitare la presenza dei tavolini, si sono ritrovati con una multa da parte della polizia locale per occupazione abusiva di suolo pubblico

Un residente di via Piave ci segnala un episodio "a riprova delle continue vessazioni che i residenti del “quadrilatero delle bevute” sono costretti a subire: abito in uno dei centri della cosiddetta movida notturna e dei 75 Decibel costanti fino al mattino. Con l’acuirsi nel post-lockdown dell’uso selvaggio del suolo pubblico da parte di numerosi locali del food & beverage (conseguenza di una mal gestita liberalizzazione dell’occupazione di tale spazio) si è diventati sempre più ostaggio di folle vocianti e schiamazzanti, senza alcun freno, sotto le proprie finestre. Al forte rumore antropico di fondo si aggiungono i disagi di una presenza costante e massiva di avventori davanti e fin dentro gli androni dei palazzi, grazie anche ai numerosi tavoli dei locali collocati nelle vicinanze".

Una situazione che forse adesso potrebbe migliorare dopo la determina dirigenziale con cui il settore Qualità degli spazi pubblici prevede rettifiche alle autorizzazioni rilasciate o da rinnovare per l'occupazione del suolo pubblico nella zona della movida: “Con una minore densità di occupazione di suolo i clienti saranno più comodi, migliorerà il sevizio ai tavoli e garantendo una maggiore tranquillità agli avventori si cercherà di diminuire l'inquinamento acustico all'esterno di ciascun locale pubblico esercizio di riferimento”, si legge in un passaggio.

Intanto, però, il cittadino segnala che "a nulla valgono le continue richieste di intervento alla polizia locale che, quando va bene, si limita a passare e osservare". Proprio perché finora era mancata "una regolamentazione efficace a tutela del riposo e della quiete da parte degli Enti preposti", tra le varie iniziative strettamente “private” che i residenti "sono stati costretti a inventarsi per mitigare in parte la propria qualità di vita", c’è stato in alcuni casi "il posizionamento di fioriere a vasconi antistanti gli androni di ingresso dei palazzi, in un estremo tentativo di delimitare quegli spazi che altrimenti vengono in modo stabile occupati dagli esercenti e dai loro avventori".

È a questo punto che alcuni abitanti di via Piave si sono trovati di fronte a una situazione kafkiana: "Domenica mattina, esasperati dalla notte precedente, siamo finalmente riusciti a ottenere l’intervento della polizia locale, che però ci ha contestato la presenza dei vasconi di fioriere avvisandoci che avrebbe dovuto fare verbale per tale infrazione, e intimandoci di sgomberare immediatamente il suolo pubblico abusivamente occupato da quei manufatti. A nulla è valso l’aver esposto i continui disagi dei residenti e l’aver voluto motivare l’infrazione contestata (che ovviamente non è in discussione) come un estremo tentativo a tutela del nostro diritto al riposo; tutela invece mai ottenuta solo per mezzo delle segnalazioni agli enti preposti e delle numerose richieste di intervento alla polizia locale".

Insomma, "chi aveva posizionato “abusivamente” le due fioriere dovrà pagare la multa dopo averle rimosse a proprie spese, mentre gli esercizi commerciali continueranno a tenere i condomini sotto scacco, a invadere impunemente lo spazio pubblico di fronte all’androne con tavoli e sedie, con la folla dei loro avventori ad ostruire l’entrata e a decidere per nostro conto l’ora in cui noi si possa finalmente andare a riposare. Tutto ciò lasciando dietro di sè un tappeto di bicchieri di plastica, cannucce, cicche etc. e godendo come sempre, esercenti e avventori tutti, della massima impunità. Ovviamente il meritato riposo verrà infine limitato a poche ore, fino a che le turbosoffianti dell'azienda addetta alla pulizia della strada e il frastuono dei contenitori differenziati del vetro svuotati non risveglierà tutti prima dell’alba".

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