Sabato, 20 Luglio 2024
Segnalazioni

Il papà disabile costretto in un appartamento di 37 metri quadrati e la nuova casa popolare non arriva: il racconto e l'appello

Dopo la morte della madre l'uomo che ha 58 anni ma un'invalidità al 100 per cento è rimasto solo e assisterlo per la figlia è difficile viste le dimensioni dell'abitazione e la distanza: un anno fa la richiesta per avere un appartamento a misura di disabile in via Caduti per Servizio, ma per ora resta tutto fermo. Il presidente Pastore: "Ritardi non voluti, ma entro fine estate dovremmo darle tutte"

Si aspettava l'assegnazione della nuova abitazione a inizio 2024, ma ad oggi di risposte certe non ne avrebbe avute, ma solo “promesse” come lei stessa racconta ed è per questo che ha deciso di rivolgersi al nostro giornale per raccontare la sua storia, o meglio quella di suo padre, invalido al cento per cento per il quale ha fatto richiesta di cambio di alloggio popolare per avere una di quelle a misura di disabile realizzate in via Caduti per Servizio nel quartiere Fontanelle.

Un ritardo nelle assegnazioni in realtà c'è stato come spiega a IlPescara Massimo Pastore, presidente della commissione Lavori pubblici della prima giunta Carlo Masci che a breve dovrà formare la sua nuova squadra vista la rielezione. Un ritardo che è stato ad aprile, fa sapere, anche oggetto di una commissione congiunta Politiche sociali e Lavori pubblici. Le ragioni sono da ricercare nel tanto lavoro che sarebbe ricaduto sulle spalle dei dipendenti degli uffici visti i molteplici interventi promossi a cominciare dall'abbattimento del Ferro di Cavall. Si sperava di finire con le assegnazione dei 21 appartamenti di via Caduti per Servizio prima del ritorno alle urne, ma i tempi si sono dilatati con però l'impegno, sottolinea, di chiudere la partita non appena si insedierà la nuova giunta: l'obiettivo è quello di chiudere la partita entro fine estate.

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Un obiettivo da centrare anche perché le case sono pronte da tempo e alcune, fa sapere sempre il presidente della commissione Lavori pubblici, sono state anche oggetto di atti di vandalizzazione per cui prima saranno assegnate meglio sarà per tutti: per chi le attende in particolare.

Tra chi uno di quegli appartamenti accessibili lo sta aspettando c'è un uomo di 58 anni la cui figlia ha avanzato la richiesta di assegnazione dopo che l'anno scorso la mamma è morta per una broncopolmonite. Il papà, in sostanza, si è ritrovato solo in un appartamento di 37 metri quadrati dove muoversi in carrozzina è sostanzialmente impossibile e garantirgli un'assistenza familiare h24 altrettanto complesso.

Lo ammette candidamente: negli uffici del Comune la vedono tutti i giorni, “ma la mia insistenza – spiega – dipende dal fatto che ho bisogno di trovare una soluzione. Mi era stato consigliato di avanzare questa richiesta perché i requisiti ci sono. Mio padre attualmente vive al quarto piano di una palazzina popolare in un appartamento piccolissimo senza riscaldamento e con le finestre rotte e dopo aver perso mia madre per una broncopolmonite la paura c'è. A questo - sottolinea - si aggiunge il problema di gestione di una persona con disabilità che ha bisogno di assistenza costante. Avere la nuova casa a piano terra tra l'altro, significherebbe per me potermi trasferire da lui con il mio compagno e i miei figli e assisterlo, ma mi hanno rimandato di settimana in settimana e la casa, fino ad ora, non si è vista”.

Difficile dire con precisione quando ci saranno le assegnazioni dunque, ma se l'obiettivo è quello di fine estate si parla di ancora qualche settimana di pazienza trascorsa la quale le risposte per i richiedenti, compreso il padre della donna che ci ha contatti, dovrebbero arrivare ed essere chiare e definitive. 

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