Gechi in casa: cosa fare e perché segnalarli al Wwf Abruzzo

I gechi sono piccoli e innocui sauri che cacciano prevalentemente nelle ore crepuscolari

Capita a tutti, prima o poi, di scoprire dei gechi in casa. Sì, anche più di uno. In ogni caso, non c’è da allarmarsi e nemmeno bisogna sterminare queste creaturine, perché oltre che piccole sono innocue.

Ma perché entrano in casa e cosa cercano?

È importante sapere prima di tutto che il geco ha più paura dell’uomo, quindi niente panico. In ogni caso, non esiste una risposta al perché i gechi entrano in casa. Lo fanno e basta, perché cammina lungo le superfici verticali – soprattutto – e quando trovano uno spiraglio, che può essere una finestra aperta o una porta, si infilano e viaggiano sulle pareti domestiche. Cosa cercano? Probabilmente un ambiente confortevole, secondo i loro standard, niente di più.

Prevenzione

Per prevenire l’ingresso dei gechi in casa vi consigliamo innanzitutto di installare delle zanzariere e di tenere puliti, e chiusi, gli angoli della vostra abitazione. Cercate di eliminare formiche, zanzare, mosche e ragni, perché i gechi si nutrono di questi insetti, quindi se ci sono ne saranno attratti.

I gatti in casa sono i migliori predatori che possiate trovare: rettili, volatili e piccoli roditori non vorranno entrare nella vostra abitazione se c’è un felino a proteggerla.

Potete anche distribuire negli angoli della naftalina, che funge da repellente, ma può risultare nauseabondo anche per l’uomo, quindi usatelo con estrema parsimonia.

Come cacciare via i gechi da casa

Comunemente, una casa in cui entra un geco è una casa fortunata. Sì, il geco è considerato un portafortuna, ma perché? Un po’ come le lucertole, questo animale può re la coda per salvarsi dai predatori, lasciando che si rigeneri successivamente. Per questo motivo il geco è considerato simbolo di rinascita. Ciononostante c’è chi proprio non resiste e sente la necessità di cacciarlo via.

Prendete una scopa e aprite una finestra o una porta. Con le setole “accompagnate” delicatamente la lucertolina verso la via d’uscita e il gioco è fatto. Se deciderete di scacciarla in malo modo rischierete di impiegarci molto tempo ed energie rischiando persino di fallire la missione.

In ogni caso tornano utili dei repellenti naturali contro i gechi, quali aglio, caffè e pepe.

Segnalazioni gechi al Wwf Abruzzo

Nel periodo di lockdown, dallo scorso 24 aprile, Wwf e dalla Societas Herpetologica Italica (Shi) Sezione Abruzzo e Molise hanno lanciato l’iniziativa di citizen science riguardo la segnalazione di gechi in casa a tutti i cittadini che ne avessero avvistato uno.

I dati e le immagini vanno inviati al Wwf Chieti-Pescara - chietipescara@wwf.it - fino al prossimo 30 settembre 2020.

I gechi sono piccoli e innocui sauri che cacciano prevalentemente nelle ore crepuscolari, ma che si possono osservare, su muri e pareti verticali, anche in pieno sole. Ci siamo affidati ai cittadini, costretti dal Covid a restare a casa, per cercare di realizzare una mappatura più completa della loro presenza e i risultati sono stati eccezionali: oggi sappiamo che entrambe le specie presenti in Abruzzo, Hemidactylus turcicus, detto geco verrucoso, con abitudini più spiccatamente notturne, e Tarentola mauritanica, o geco comune, sono più diffuse di quanto era noto prima di questa importantissima campagna

spiega il responsabile regionale della Shi Marco Carafa.

E aggiunge la coordinatrice del progetto Nicoletta Di Francesco, responsabile conservazione Shi Abruzzo e presidente del Wwf Chieti-Pescara:

Segnalazioni ci sono arrivate da ogni angolo della Regione e anche da altre località. Diversi bambini hanno chiesto ulteriori informazioni su questi affascinanti sauri. Stefano, 8 anni, ci ha mandato invece la foto di un magnifico ramarro che incontrava ogni giorno vicino casa durante le brevi passeggiate con il suo cagnolino. Altri cittadini, dopo il lockdown, hanno continuato a inviarci immagini e dati di anfibi e rettili trovati durante le passeggiate nei parchi o in montagna: rospi smeraldini, saettoni, vipere… tutte informazioni preziose.

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Dal 24 aprile a oggi sono arrivati oltre 200 dati da persone di tutte le età, accomunate dalla voglia di partecipare e di contribuire al progresso delle conoscenze, proprio nello spirito che è alla base della citizen science.

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