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Rustell: storia e origini degli arrosticini abruzzesi

Patrimonio dell’enogastronomia territoriale

Tra le pietanze abruzzese tipiche riconosciute in tutta Italia e fuori dai confini nazionali ci sono senza ombra di dubbio gli arrosticini di pecora, patrimonio dell’enogastronomia territoriale. Presenti dai monti alla costa, possono essere anche di castrato, fatti a mano o tagliati con macchinette industriali.

Ma quali sono le origini degli arrosticini? Diverse sono le versioni storiche, spesso in contrasto fra loro e che attribuiscono rispettivamente la paternità di questo gustosissimo piatto a due province: Pescara e Teramo.

Sarebbero stati i pastori della zona fra le valli ed i monti del Gran Sasso a "inventare" l'arrosticino, tagliando la carne di pecora a cubetti alternati da pezzettini di grasso per rendere il sapore più vario e gustoso.

Secondo lo storico Francesco Avolio, il territorio d'origine sarebbe quello a cavallo fra gli attuali comuni della zona del Voltigno, ovvero Farindola, Villa Celiera, Civitella Casanova, Civitaquana, Catignano e Pianella.

Comuni che attualmente fanno parte della provincia di Pescara, ma che per lungo tempo hanno fatto parte della provincia di Teramo.

Altre versioni, invece, attribuiscono l'origine degli arrosticini alla valle del Vomano e al lato teramano del Gran Sasso, fra i comuni di Tossicia, Montorio e Isola del Gran Sasso.

In ogni caso gli arrosticini si trovano in tutta la regione, anche nel chietino e nell’aquilano indistintamente. E ogni produttore e ristorante ha ideato delle varianti: piccante, di fegato, oppure condito con aromi particolari come olio di tartufo.

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