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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Salute

Tempi biblici per una visita specialistica, il garante degli anziani chiede la sospensione dell'intramenia: "Fragili penalizzati"

Giancarlo Goio chiede ad associazioni e cittadini di unirsi a lui per convincere le autorità sanitarie a sospendere il servizio a pagamento fino a quando non ci sarà garanzia di tempi consoni a garantire a tutti il diritto di curarsi

Sospendere l'esercizio della professione privata in intramenia negli ospedali e gli ambulatori pubblici fino a quando non si tornerà a tempi d'attesa ragionevoli per le visite specialistiche e diagnostiche, al fine di garantire il diritto alle cure dei più fragili, in particolare degli anziani. 

Non una semplice proposta, ma una vera e propria richiesta quella che il garante per gli anziani di Pescara Giancarlo Roio avanza alle autorità sanitarie. Tema su cui intende portare avanti una vera e propria battaglia con il sostegno di cittadini e associazioni cui chiede di dare voce alla sua iniziativa. Per una visita, anche con codici di urgenza sottolinea Roio, si può arrivare ad attese di un anno a fronte di prestazioni intramenia, quindi a pagamento che permettono di accedere al servizio con tempi decisamente più brevi se non immediati.

Dato che questo tipo di visite assolutamente lecite avvengono in strutture ambulatoriali di diagnostica pubblica, aggiunge il garante, sarebbe il caso di sospenderle perché, ancor più alla luce dell'attuale situazione che racconta ogni giorno di liste d'attesa infinite, creano una “forte disparita” nella sanità pubblica andando a discapito delle fasce più fragili della popolazione, ribadisce. Quelle che, in sostanza, non possono permettersele per le condizioni socio-economiche che si trovano a vivere. Tra questi ci sono proprio gli anziani anziani la cui pensione media è di 507,42 euro, ricorda Goio. Per loro la scelta è duplice e in entrambi i casi “moralmente ingiusta”: si può decidere di accettare i tempi biblici per accedere ad un diritto o di rinunciarvi “rassegnandosi alla sofferenza, alla cronicizzazione delle malattie ed alla prematura dipartita. In tal modo viene negato il diritto universale alla cura pubblica che rappresenta uno dei pilastri della società del diritto, che andrebbe difeso e riaffermato soprattutto in un periodo difficile come quello attuale con 5,6 milioni di cittadini poveri, redditi taglieggiati dagli esorbitanti rincari di luce e gas e dagli spropositati aumenti dei prodotti di base dell’alimentazione”, incalza Roio.

Una situazione “ingiusta” e “intollerabile” per il garante che ricade sulle fasce fragili della società e cui chiede di porre rimedio almeno per il tempo necessario a ristabilire una tempistica adeguata nello smaltimento delle liste d'attesa. Il garante degli anziani fa quindi appello ad associazioni e cittadini affinché sostengano la richiesta avanzata contattandolo per portare avanti la battaglia insieme “nella comune consapevolezza – conclude - che occorre avviare dal basso ed in modo diretto ed informale dinamiche evolutive di moralizzazione della vita pubblica, soprattutto in ambito sanitario, in coerenza con i principi di solidarietà, giustizia ed equità che dovrebbero caratterizzare ogni dimensione relazionale e sociale umana”.

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