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Salute

Il virologo Fazii: "Con la tropicalizzazione del clima arriveranno dengue e febbre gialla, ma siamo preparati"

Il direttore della Uoc di microbilologia e virologia della Asl di Pescara fa il punto sul possibile arrivo di nuovi virus, ma non c'è nessun allarme

Se il vaiolo delle scimmie non rappresenta più una minaccia, almeno ora è così, l'attenzione resta alta sul possibile arrivo di nuovi virus e altri coronavirus visti i salti di specie già fatti. In particolare nel Mediterrano arriveranno, lo afferma con certezza il direttore della Uoc di microbiologia e virologia della Asl di Pescara Paolo Fazii, il virus dengue e la febbre gialla e a determinarne la presenza sarà il processo di tropicalizzazione “che viviamo sulla nosta pelle. Il caldo umido favorisce il proliferare di zanzare e queste sono il vettore più pericoloso per la specie umana come dimostra la malaria che ogni anno fa milioni di vittime”.

Parole che Fazii ha pronunciato nel corso dell'intervento fatto oggi all'istituto alberghiero di Pescara dove ha parlato proprio di covid e di virus emergenti. Nessun allarme però, ha tenuto a precisare, perché si è sufficientemente pronti per fronteggiarne l'arrivo soprattutto nel caso della febbre gialla per cui esiste già il vaccino. Vaccino che per il virus dengue, noto meglio come “spaccaossa” per i dolori che causa, non c'è con la malattia che comunque non è letale se non in rari casi L'occasione per Fazii per tenere una vera e propria lezione sui nuovi virus, o meglio anche se non nuovi oggi a noi sconosciuti.

Il virologo è dunque certo che la febbre gialla prima o poi nel bacino mediterraneo arriverà e vettore ne è, ha spiegato l'aedes aegipty, una zanzara molto simile alla zanzara tigre. D'altra parte, ha aggiunto, due nuove specie di zanzara negli ultimi cinque anni sono arrivate nel nord Italia dal nord Corea e dal Giappone. A portarle non saranno però i migranti, ha tenuto a precisare, dato che si tratta di virus tropicali e non di origine africana. A portarli, quasi certamente saranno dunque coloro che tornano dalle vacanze come accaduto già a Teramo, ha ricordato, dove una donna è tornata proprio con la febbre gialla da Cuba. Donna che ora, ha tenuto a precisare, sta bene.

Tra i virus citati anche il West Nile di cui si è parlato parecchi lo scorso inverno, ma che è difficile, ha sottolineato Fazii, si sviluppi nelle città: molto più probabile la sua presenza nelle zone rurali. “Ci sono delle preoccupazioni, ma siamo abbastanza preparati all'arrivo di nuovi virus, quello a cui non siamo preparati è la guerra atomica”, ha aggiunto rivolgendosi ai ragazzi toccando un tema attuale che oggi come oggi, ha detto lui stesso, di certo preoccupa di più di un virus. “Parlando di prevenzione è naturale che non siamo solo noi tecnici a doverla fare, è la cittadinanza che deve stare attenta, i media devono informare, ma sopratutto chi ci governa a livello locale e nazionale devono fare la loro parte”, ha concluso tornando ad invitare il governo a rivedere la misura con cui si è deciso di abbandonare l'uso delle mascherine per proteggersi dal covid-19.

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