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Dal primo maggio per le future mamme sarà possibile scegliere il parto indolore

Parte domenica il servizio di partoanalgesia dell'ospedale di Pescara, l'iter era stato avviato nel 2019, l'assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì: "Orgogliosa di questo risultato"

Dal primo maggio l'ospedale di Pescara avrà attivo il servizio di partoanalgesia e l'assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì è “orgogliosa di questo risultato – scrive sul suo profilo facebook - sia perché nel 2012 ho firmato la legge regionale per il parto indolore, sia perché le donne abruzzesi potranno contare su un servizio fondamentale che sarà garantito in un ulteriore presidio ospedaliero della nostra regione”. Un obiettivo raggiunto e che è il punto di arrivo di un'importante attività formativa fatta di incontri multidisciplinari che hanno coinvolto anestesisti, ginecologi, neonatologi, ostetriche e infermieri delle uosd gestione blocco operatorio, ostetricia e ginecologia oltre alla Terapia intensiva neonatale (Tin). Un servizio quello del parto indolore ora possibile anche a Pescara, rientra tra i Livelli essenziali di assistenza (Lea) garantiti dal sistema sanitario nazionale, con lo scopo di dare alle donne la possibilità di vivere il travaglio utilizzando procedure analgesiche che garantiscono massima sicurezza a lei e il bambino.

Attualmente l’analgesia locoregionale perimidollare, con le sue differenti metodiche (epidurale, combinata epidurale-spinale) è infatti considerata il metodo più efficace per combattere il dolore del travaglio e del parto: è infatti uno strumento di contenimento del dolore da parto mediante l’uso di farmaci anestetici e oppiacei somministrati per via epidurale, spiega la Asl. Una tecnica che in realtà si usa anche per gli interventi chirurgici agli arti inferiori, all’apparato riproduttivo, alla zona del bacino e dell’addome e addirittura per il torace e la zona cervicale. A rendere l'obiettivo centrato dall'ospedale di Pescara ancor più importante è il fatto che purtroppo, come sottolinea l'Azienda sanitaria, in Italia gli ospedali in grado di garantire la partoanelgesia è ancora molto bassa: meno del 20% delle future mamme in tutto il Paese ha potuto partorire “senza dolore” con la procedura concentrata in pochi ospedali la gran parte dei quali del centro-nord. Situazione totalmente opposta a quella europea e dei Paesi oltreoceano. Una carenza, sottolinea ancora l'azienda, dovuta a diversi fattori a comunciare dalla carenza di personale che impedisce la presenza, assolutamente necessaria, di un anestesista dedicato 24 ore su 24. Problema cui si aggiunge anche la scarsa informazione che c’è intorno a questa tecnica. A dare una spinta in avanti, che Pescara ha saputo cogliere, sono state proprio le future mamme che volevano l'accesso al parto indolore. L'ospedale della città ha quindi iniziato nel 2019 il suo percorso attraverso assuzioni di personale da dedicargli. Nonostante i rallentamenti determinati dal covid che ha visto da febbraio 2020 gli anestesisti rianimatori dirottati tutti sull'emergenza, alla fine l'obiettivo è stato raggiunto.

Un servizio che oggettivamente mancava in un presidio dove ogni anno partoriscono più di 2mila donne. Numero che, precisa la Asl, ne fanno un punto nascita di II livello con un tasso di cesarei in linea con i migliori centri ostetrici d'Italia. Dal primo maggio, quindi, il parto-analgesico sarà garantito 24 ore su 24 con le attività consultoriali che saranno a disposizione per fugare i dubbi e consigliare le partorienti. Il calendario del corso di preparazione al parto con gli incontri dedicati alla partoanalgesia è già presente sul sito aziendale dove è anche possibile consultare una brochure informativa disponibile anche in formato cartaceo, presso i vari ambulatori del percorso nascita della Asl. A presentare il nuovo servizio insieme alla Verì c'erano oggi anche il direttore generale della Asl Vincenzo Ciamponi, il direttore sanitario Antonio Caponetti, il direttore del dipartimento delle chirurgie MassimoBasti, il direttore del dipartimento materno-infantile Maurizio Rosati, il dirigente medico responsabile uosd gestione del blocco operatorio Maria Rizzi e la responsabile della uosd attività consultoriali Maria Carmela Minna.

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