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Covid, Parruti: "Varianti inarginabili, ma il grande sforzo fatto permette le riaperture"

Tra nuove varianti e contagi in crescita il responsabile della uoc malattie infettive Giustino Parruti fa il punto: "I casi sono ancora tanti, ma i rischi più elevati restano per i non vaccinati che non seguono neanche cure farmacologiche"

Per quanto oggi i sintomi del covid siano contenuti nella gran parte dei positivi, sebbene i contagi siano tanti e anche le ospedalizzazioni rimangano elevate seppur con riferimento soprattuto ai fragili, per i non vaccinati non assumere alcun comportamento di prevenzione attraverso ad esempio l'assunzione di farmaci in grado di fermare l'eventuale evoluzione in forma grave del virus, la possibilità che ciò avvenga “è comunque almeno 100 volte più alta di quella dell'influenza: parliamo di varianti che metterebbero in subbuglio il sistema sanitario se non avessimo fatto tutto l'investimento che c'è stato”. Questo, in sintesi, il quadro sull'andamento epidemiologico e l'arrivo delle nuove varianti fatto dal Giustino Parruti, direttore della uoc di malattie infettive di Pescara e responsabile del covid hospital, che sottolinea come la lotta al virus oggi non sia più una questione di restrizioni, ma di coresponsabilità tra sistema sanitario e cittadini. Un investimento quello di cui parla, che riguarda non solo la campagna vaccinale, ma anche la cura farmacologica e l'accesso ai tamponi. Tamponi che oggi si possono fare a casa e che restano consigliati, spiega, per chi ha superato una certa età o ha patologie pregresse così che in caso di infezione da covid-19 si possa intervenire prima che evolva al peggio.

“I contagi oggi sono elevati perché la circolazione delle attuali varianti è difficilmente arginabile. State vedendo la fatica che stanno facendo i cinesi nonostante i controlli polizieschi. Sono varianti estremamente contagiose la cui diffusività non è fermata dalla vaccinazione, cioè non impedisce l'infezione lieve o paucisintomatica per cui la circolazione si mantiene e ha un impatto nosocomiale importante soprattutto per i più fragili”, sottolinea spiegando perché ancora oggi i casi di covid-19 siano tanti. Altri ce ne saranno perché le nuove varianti, né è certo, arriveranno compresa la Xe di cui oggi tanto si discute. “Ora che si è lavorato molto sulla vaccinazione – prosegue – ci si può concedere questa ampia riapertura, ma la diffusione delle varianti emergenti sarà abbastanza simultanea: la Xe ce le aspettiamo presto anche sul nostro territorio”. Insomma ci si può tornare a godere la libertà, ma con la consapevolezza che il virus c'è e che di conseguenza bisogna adottare tutte le misure possibili per difendersi, ma soprattutto per difendere i più fragili anche perché, sottolinea, dire cosa accadrà da qui a qualche mese è difficile e su questo l'unica misura adottabile è la cautela.

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