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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Salute

Covid, Parruti: "La quarta dose per molti sarà in realtà il tanto atteso richiamo"

Il direttore della uoc di malattie infettive fa il punto sui vaccini: "Si rischia la desensibilizzazione, sono le tempistiche di somministazione quelle da capire, una dose in più resta necessaria per i più fragili"

La quarta dose non sarà di massa: per i più sarà la tanto attesa dose di richiamo. A spiegarlo è Giustino Parruti direttore della uoc (unità operativa complessa) di malattie infettive di Pescara nonché responsabile del covid hospital. “Sui tempi e le modalità della cosiddetta quarta dose il dibattito è in corso e molti punti potrebbe chiarirli la convention europea richiesta dall'Aifa. In questo momento la necessità di fare a molte persone che hanno fatto da quattro o cinque mesi l'ultima dose non è sicuramente un'opzione da adottare in modo di massa perché si rischia di desensibilizzare al virus invece di sensibilizzarle. Sicuramente nelle persone che hanno subito trapianti o che sono estremamente fragili serve, ma per tutti gli altri – spiega Parruti – è il timing la cosa da capire”.

Quello che oggi non si sa, in sostanza, è quanto sia durevole l'effetto di risposta del vaccino alla polmonite e dunque quale tempo dovrà trascorrere tra un richiamo vaccinale e l'altro. “Nell'ondata di dicembre e gennaio abbiamo imparato che chi aveva due dosi da più di sei mesi ha avuto la polmonite bilaterale, sebbene la mortalità sia stata molto bassa. L'autunno più che per il ritorno al freddo caratterizzerà la situazione perché sarà passato per molti qualche mese in più rispetto all'ultima dose vaccinale. Quello che non possiamo sapere è se la frazione dei suscettibili a sviluppare la polmonite e che quind avrà necessità di ricovero potrà risalire nei prossimi mesi”. Ecco perché, ribadisce, sulle tempistiche della quarta dose che in realtà sarà quasi certamente quella di richiamo, bisogna avere ancora contezza attraverso i dati che al momento non sono stati ancora forniti. Dai che saranno forniti, spiega, nella convention europea chiesta dall'Aifa proprio per districare il tema delle tempistiche per la nuova vaccinazione. “Se effettivamente la quarta dose dà un beneficio senza malefici allora si deciderà con quale timing farla a tutti quanti, ma sarà la dose di richiamo di cui abbiamo parlato tante volte – ribadisce -. Che occorrerà un richiamo annuale è sicuro, come ce lo abbiamo per l'influenza: serve sia a coprire le nuove varianti sia per rinforzare la memoria cellulare nei confronti del virus”.

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